Non attendere la felicità… inseguila!

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Non attendere la felicità… inseguila!
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Non aspettare di finire l’università, di innamorarti, di trovare lavoro, di sposarti, di avere figli, di vederli sistemati, di perdere quei dieci chili, che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina, la primavera, l’estate, l’autunno o l’inverno.
Non c’è momento migliore di questo per essere felice.
La felicità è un percorso, non una destinazione.
Lavora come se non avessi bisogno di denaro,
ama come se non ti avessero mai ferito e balla, come se non ti vedesse nessuno.
Ricordati che la pelle avvizzisce, i capelli diventano bianchi e i giorni diventano anni.
Ma l’importante non cambia: la tua forza e la tua convinzione non hanno età. Il tuo spirito è il piumino che tira via qualsiasi ragnatela. Dietro ogni traguardo c’è una nuova partenza. Dietro ogni risultato c’è un’altra sfida.
Finché sei vivo, sentiti vivo.
Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere.
Madre Teresa di Calcutta

2659_1087711003230_1574888_nCosa dovrebbe succedere affinché noi fossimo davvero felici? È difficile dare una definizione precisa di felicità e, molto probabilmente, se cento di noi dessero il proprio significato a questo termine, ne uscirebbero cento significati differenti. Questo perché non esiste una definizione univoca: la felicità dipende dall’idea che uno se ne fa e, di conseguenza, ognuno è felice a modo suo.
Dopo la mia esperienza in Africa, nella “Comunità di Sant’Egidio” in Mozambico, vi posso garantire che è proprio cosi. Lì si è felici per poco, i bambini non sanno far altro che sorridere. Pertanto, visto che dipende da noi, allora, perché è così difficile essere felici?
Primo di tutto perché spesso si confonde la felicità con quegli intensi e brevi istanti di vera e propria euforia emozionale (l’innamoramento, una vittoria, un riconoscimento professionale). Queste sono invece solo forti emozioni, svanite le quali, si ricade presto nel tunnel della quotidianità e della noia. La vera felicità non è una semplice emozione, è vivere emozionandosi, è un modo d’essere e di sentirsi che si prova durante l’intero percorso che ci conduce al raggiungimento dei nostri obiettivi, anche e soprattutto quando questo comporta saper far fatica, saper rinunciare e saper affrontare gli ostacoli.
La vera felicità, però, non dipende dall’ammirazione altrui, quanto dalla piena accettazione di sé. È con noi stessi che dobbiamo fare i conti: la vera felicità non si misura sulla realizzazione dei nostri desideri quanto sulla realizzazione di noi stessi, della nostra natura più profonda. Questo comporta una buona conoscenza del nostro io che ci permetta di calibrare i nostri desideri a giusta misura della nostra personalità.
Per cominciare al meglio questo lavoro con noi stessi, fermiamoci a scambiare quattro chiacchiere col nostro io più profondo e cerchiamo di capire cosa ci può far stare davvero bene. Una villa al mare? Il conto in banca con nove zeri? La fama? O forse un vero amore, una sincera amicizia o un successo professionale e personale realmente desiderato per raggiungere il quale lottare con entusiasmo tutti i giorni?
Molte persone concepiscono la felicità come una sensazione di benessere che si prova quando si ottengono dei risultati, ma tutti noi abbiamo spesso constatato che quando raggiungiamo obiettivi di qualsiasi genere, sentiamo poi che quella che percepivamo come una solida felicità finisce poi per dissolversi rapidamente. Cerchiamo allora di riconquistarla con il raggiungimento di nuovi traguardi. Come se la felicità risiedesse sempre nel domani.
La felicità non coincide con il raggiungimento di obiettivi, non deve essere qualcosa che ci accadrà solo nel futuro, deve esistere a prescindere dagli obiettivi, non deve essere legata a dei risultati. Solo così potrà assumere un carattere di stabilità ed essere parte integrante della nostra vita. La felicità non deve essere domani, deve essere qui ed ora, dove ci troviamo, con le persone con cui siamo, con le cose che facciamo. Ora, non domani.
E se ora non siamo felici, allora è il momento di agire. Non aspettare domani. Se non sei felice, agisci ora. (Tratto da un art. di Roberto Re)

“Non avere paura delle ombre, significa solamente che c’è della luce che splende lì vicino.”
R. Renkel

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