Vacanze green, vacanze solidali

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Vacanze green, vacanze solidali
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La parola “vacanza” suscita immediatamente nel nostro immaginario vissuti di gioia, spensieratezza, divertimento. Tuttavia si stanno facendo strada nuove tipologie di “partenza”, che arricchiscono di nuovi contenuti il classico concetto di vacanza. Soggiorni in ostelli ecosostenibili o agriturismi , vacanze in bicicletta, gite in fattorie e parchi naturali, viaggi solidali, sono nuove modalità di concepire il tempo libero.
Gli ostelli ecologici puntano a ridurre al minimo il consumo di energia elettrica attraverso pannelli solari, ad evitare lo spreco di acqua attraverso sistemi di raccolta dell’acqua piovana, e a limitare l’uso di detergenti, inoltre utilizzano materiali biologici per l’arredamento, carbon neutral, a impatto zero emissioni. Poi ci sono le vacanze negli agriturismi, che offrono la possibilità di un ritrovato contatto con la natura e le tradizioni popolari. In Italia le aziende agricole autorizzate all’esercizio dell’agriturismo sono 20.413, e di queste ben il 58% svolge anche attività diverse dal semplice alloggio e ristorazione, come: “earthing”, passeggiare sull’erba bendati e a piedi nudi; “tree therapy”, abbracciare un albero per un effetto rasserenante e ricco di energie positive; massaggi all’olio extravergine di oliva; cene al buio per allenare e rivitalizzare le proprie percezioni; lezioni e attività sportive all’aria aperta come equitazione, tiro con l’arco, trekking; scuola di cucina con le ricette della tradizione. Per “turismo verde” si intende anche una vacanza a contatto intimo con la natura in fattoria o parchi naturali, con lunghe passeggiate nei boschi, rapporto stretto con gli animali e la terra, scoperta di tradizioni gastronomiche locali attraverso piatti tipici e specialità del posto, salvaguardia dell’ambiente e delle specie in estinzione, percorsi archeologici.
Il turismo solidale si riferisce invece a viaggi pensati per portare benessere nei luoghi visitati, oltre ad ampliare la conoscenza su realtà difficili e diverse. Esiste un ampio ventaglio di formule e proposte: i soggiorni nelle terre difficili di mafia per sostenere le iniziative che difendono la legalità; i viaggi che fanno crescere le economie locali dei piccoli borghi dell’Italia dimenticata, recuperando anche vecchi mestieri e antiche lavorazioni destinati a scomparire, tipo essiccatoio delle castagne o allevamento delle trote; le partenze all’estero per recare la solidarietà internazionale nei posti in difficoltà come la Bosnia, che si affacciano al turismo per uscire da una difficile economia, o in Africa e Asia a contatto con le etnie locali che cercano attraverso il turismo la realizzazione di idee e capacità; partecipazione a progetti di volontariato con le associazioni di cooperazione allo sviluppo in tutto il mondo per mettere a disposizione le proprie competenze in campi di lavoro; prendere parte a scambi culturali, educativi e linguistici in posti lontani. Il turismo solidale appartiene ad un nuovo codice etico che unisce il bisogno di evasione alla solidarietà e alla comprensione di realtà differenti. Questo tipo di vacanza rappresenta in un certo senso un’inversione di rotta dal turismo che finora ha usato i luoghi, ad uno di conoscenza e approfondimento che non vuole cambiare i territori, ma rispettarli all’insegna di un grande scambio multiculturale nel senso di accoglienza e di confronto arricchente. Ci sono diverse associazioni, enti umanitari e ONG che si occupano dell’organizzazione di vacanze solidali che coniugano il volontariato con attività turistiche culturali e poi reinvestono sul territorio in cui operano per la realizzazione di progetti vari.
Le ricadute sul benessere personale di questo tipo di vacanze può essere notevole in termini di rilassamento, autostima, miglioramento delle costanti vitali, crescita interiore.

di Carlo Alfaro

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