Bambini sovrappeso: attenzione ad un presente e futuro XXL

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Bambini sovrappeso: attenzione ad un presente e futuro XXL
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Essere un “bambino extralarge o XXL” rappresenta uno dei problemi più critici per la salute dei bambini di oggi. Non solo l’obesità, in particolare il sovrappeso sono da considerarsi vere e proprie epidemie nei nostri ricchi Paesi occidentali, e in Italia la percentuale di “bambini sovrappeso” è particolarmente alta.
Secondo i dati disponibili, infatti, nel nostro Paese il 24% dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni presenta un eccesso di peso, un fenomeno che sembra interessare maggiormente le fasce di età più basse in particolar modo al sud Italia.
Per contrastare il sovrappeso, che a sua volta è fonte di altri disturbi anche molto gravi, occorre fare attività fisica e seguire efficaci modelli comportamento, che devono essere dispensati attraverso l’esempio, partendo dalla famiglia fino alle istituzioni.
«Dal 2008 a oggi diminuiscono leggermente i bambini in sovrappeso di 8-9 anni in sovrappeso e quelli obesi, ma l’Italia resta ai primi posti in Europa per l’eccesso ponderale infantile. Sono ancora troppo frequenti tra i piccoli le abitudini alimentari scorrette, come pure i comportamenti sedentari, anche se aumentano, sia pur di poco, i bambini che fanno attività fisica» (dalla rilevazione a carattere biennale del Ministero della Salute, 2013). Tutti gli esperti di nutrizione affermano che l’obesità è una vera e propria malattia, e può causare diabete e problemi cardiovascolari anche nei bambini. Bambini sovrappeso e obesità sono temi affrontati quotidianamente anche dai quotidiani, dai settimanali, dalla televisione e dal web: sembra che i Paesi industrializzati e benestanti stiano compiendo un gigantesco sforzo per combattere l’obesità, «l’epidemia del terzo millennio», «la catastrofe del XXI secolo», «la possibile causa della fine della nostra civiltà»…
Si potrebbe immaginare, allora, che le famiglie, le istituzioni scolastiche, i professionisti della salute siano tutti rigorosamente impegnati su questo fronte per migliorare la qualità di vita dei ragazzi e per garantire loro un futuro più sano. Tuttavia, osservando con più attenzione i comportamenti individuali nelle comunità, nelle scuole e nelle famiglie, si osservano realtà completamente diverse. Ai pediatri, all’inizio di ogni anno scolastico, capita quotidianamente di dover emettere certificati per far sì che bambini in sovrappeso,  grassottelli, o decisamente obesi non ricevano regolarmente una doppia o tripla porzione di cibo, oppure perché a fine pasto si dia ai bambini la frutta e non merendine, budini o altri snack a base di cioccolato o creme; inoltre, dietologi ed esperti di alimentazione sono spesso obbligati ad andare nelle scuole per insegnare alle cuoche responsabili della distribuzione dei pasti a preparare porzioni corrette e non eccessive.
I comportamenti appresi da piccoli sono molto difficili da eliminare, e anche da modificare, in età adulta. I bambini e i ragazzi oggi tendono a mangiare poca frutta, verdura, legumi, pane integrale. Preferiscono invece bevande dolcificate, patatine fritte, formaggi grassi, yogurt elaborati e dolcificati, succhi di frutta zuccherati; preferiscono stare davanti alla televisione o ai video giochi piuttosto che uscire a giocare all’aria aperta o dedicarsi a uno sport.

 

di Francesca Maresca

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