Non mollare l’osso. Osteoporosi, come prevenirla

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Non mollare l’osso. Osteoporosi, come prevenirla
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L’osteoporosi è una patologia del tessuto osseo che diminuisce progressivamente la sua densità solida. Con l’aumento delle aspettative di vita, l’osteoporosi ha assunto un’importanza rilevante tanto da essere definita “epidemia silenziosa”. Essa infatti non provoca immediatamente dolore, ma crea una situazione di fragilità che aumenta il rischio di fratture o di cedimenti vertebrali. Colpisce maggiormente le donne, sia perché hanno una massa ossea ridotta rispetto agli uomini, sia perché la carenza ormonale che sopraggiunge con la menopausa determina una diminuzione della consistenza dello scheletro.
Contrariamente a quanto si può ritenere, l’osso non è una struttura inerte ma un tessuto molto attivo che si rinnova costantemente e rapidamente nel corso della vita. Come qualsiasi altro tessuto, ha una componente cellullare altamente specializzata alla formazione di nuovo osso, osteoblasti (regolati dall’ormone calcitonina) e alla distruzione e riassorbimento dell’osso invecchiato da parte degli osteoclasti (regolati dal paratormone).
Il processo metabolico generale prende il nome di rimodellamento, dura in media 90 giorni e si svolge con una sequenza prestabilita. Se la quantità di osso neo-formato è uguale a quella di osso assorbito si ha una condizione di equilibrio metabolico.
L’osteoporosi sopraggiunge come evento finale di una serie di cicli durante i quali viene riassorbito più osso di quanto se ne formi.
La ricerca ha evidenziato che la miglior cura dell’osteoporosi risiede nella prevenzione, l’esercizio fisico e il miglioramento dello stile di vita sono gli strumenti adatti e privi di controindicazioni.
L’osso essendo un materiale pizioelettrico (materiale che sottoposto a pressione o deformazione sviluppa elettricità) l’applicazione di forze esterne sulla sua struttura provoca la formazione di correnti elettriche; queste stimolano gli osteoclasti e gli osteoblasti a distruggere e a costruire rispettivamente il materiale osseo. Al contrario l’assenza di carico, come si verifica in condizioni di gravità zero (come nel nuoto) determina la perdita veloce di massa ossea. Quindi la salute e la longevità della struttura ossea dipendono da quanto sono equilibrati gli stimoli e il nutrimento che riceve attraverso gravità e movimento. L’attività fisica regolare è dunque il primo nemico dell’osteoporosi. Di fronte alla paura che le ossa si infragiliscono non immobilizzatevi, anzi se volete prevenire l’osteoporosi non dovete rinunciare al movimento: continuate a muovervi ascoltandovi bene e optando per protocolli d’allenamento tipo quelli finalizzati all’ipertrofia muscolare (ovvero quelli che esercitano un maggior carico sulle ossa).
Se è vero invece che il sole bacia i belli, voi cercate di sentirvi affascinanti ogni volta che potete. I raggi solari stimolano la produzione di vitamina D necessaria per l’assorbimento organico del calcio proveniente dagli alimenti.
La protezione delle ossa passa poi per la tavola e gli alimenti. Contro l’osteoporosi via libera a broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavoli, bietole e legumi, ricchissimi di calcio in forma altamente assimilabile. Il legame tra osteoporosi e dieta è quindi profondo: deve contemplare alimenti che apportano nutrienti benefici per le ossa, ovvero calcio, magnesio, vitamina D e vitamine del complesso B.
La grande scoperta scientifica degli ultimi anni sono stati gli isoflavoni, contenuti nella soia, i quali aiutano a fissare nelle ossa il calcio assorbito e ne rallentano la perdita.

 

di Mariano Russo

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