Il cammino della Via Minerva

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Il cammino della Via Minerva
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Il Ministero dei Beni ambientali ha proclamato il 2016 come l’ “Anno Nazionale dei Cammini”, dedicato ad un nuovo turismo di “scoperta e conoscenza” di un territorio , come quello italiano, pieno di storia, di paesi e di varietà culturale. Si propone di riconoscere ogni luogo come un posto unico ,con la sua identità ed il proprio senso di paesaggio, riscoprire il genius loci che doni una vera esperienza emozionale ai viaggiatori e, soprattutto, la consapevolezza di un turismo lento ed attento percorrendo i migliaia di itinerari presenti in tutto il territorio che racchiudono una storia o che fanno parte di un collegamento importante. Questo progetto consiste nel rilevare e rendere utilizzabili antiche strade di collegamento legate a Cammini religiosi, spirituali, naturalistici e culturali ed organizzare escursioni per viaggiare lentamente e scoprire tutte le peculiarità di un territorio. Ogni ente regionale, locale o pubblico e’ chiamato a partecipare a questo grande progetto per poter offrire un nuovo turismo che coinvolga gli abitanti rendendoli consapevoli del proprio territorio e delle grandi risorse presenti,dai paesaggi alle eccellenze produttive ed enogastronomiche.

Sull’esempio del Cammino di Compostela che attrae migliaia di viaggiatori, donando molto ai territori ed ai paesi attraversati senza sconvolgere la vita locale, si organizzeranno escursioni , anche di più giorni, lungo i cammini italiani più famosi come il Cammino di S. Francesco, per riscoprire i luoghi e la vita del santo patrono d’Italia, il Cammino della via Francigena che collegava la Francia con Roma, il Cammino di S.Nicola, da Benevento a Bari, lungo il tavoliere di grano maturo ed anche nei vari parchi Nazionali come in Abruzzo e della Majella. Il territorio della Penisola Sorrentina conserva ancora intatti tantissimi itinerari che collegavano la costiera alla piana campana che inizia da Castellammare. Giunti in questo lembo di terra , separato dai monti Lattari, si possono cercare decine di strade antiche che formano l’antica rete di collegamento tra la costa e la collina fino a giungere alla costiera Amalfitana. Queste meravigliose strade sono relegate ad un utilizzo minore dato che sono composte principalmente da vicoli tortuosi che si snodano lungo i giardini di limoni oppure da strade interpoderali lastricate di pietra.
01Il mio progetto di Cammino in Penisola Sorrentina ripercorre l’itinerario dell’antica Via Minerva che, già dall’epoca preromana, permetteva di entrare in penisola. Questo collegamento era utilizzato, oltre duemila anni fa, dai pellegrini che dalle città presenti in tutto il territorio campano dovevano raggiungere la Punta della Campanella per pregare al tempio dedicato alla dea Athena dai greci e successivamente alla dea Minerva dai romani.
Il progetto divide il percorso in sei tappe in modo da renderlo adatto a tutti considerando sempre un buon allenamento ed equipaggiamento escursionistico. Le tappe sono:
– Castellammare – Vico Equense
– Vico Equense ( sito archeologico di via Nicotera) – Seiano (attraverso la marina d’Equa)
– Seiano , Fornacelle, Arola, Alberi -Meta
– Sorrento – Massa Lubrense – Sorrento (‘a via ‘e mmiez)
– Massa Lubrense – Schiazzano-Termini
– Termini- Punta Campanella.

02L’itinerario parte da Castellammare e percorre, in quota, i monti che la separano da Vico Equense per poi attraversare la piana della città fino a Seiano. L’attacco del sentiero è nei pressi del castello, del IX secolo, simbolo della città. Si percorre una comoda strada, pianeggiante ed asfaltata, fino al convento di Pozzano dove comincia il sentiero lungo il vallone Scurorillo per prendere quota velocemente fino ai 400 mt slm. Il sentiero è abbastanza ripido e si presenta come un canale scavato dall’acqua lungo un bosco di castagni e subito regala panorami sul golfo di Napoli caratterizzato dalla sagoma del Vesuvio. Si procede per circa un ora e si raggiunge la parte più alta della cava di pietra presente sulla costa all’altezza di un complesso alberghiero per poi procedere, in quota, attraverso un bosco fino alla frazione di S.Salvatore in territorio vicano. Lungo il sentiero si incontrano bivacchi per pastori e cacciatori, calcare e stretti passaggi nella roccia. Questa località, detta Trina del Monte, è caratterizzata dalla grotta dell’eremita dove compare una scultura sacra in bassorilievo nella roccia. Attraversando antiche strade si giunge al monastero di S.Francesco per poi scendere a Vico lungo l’antica via dei Mulini. La città di Vico Equense merita una sosta al sito archeologico di via Nicotera, al museo ed al centro storico per conoscere i reperti che contestualizzano il passaggio dell’antica via lungo un asse della città. Al lato di ponente c’è il vallone che la separa da Seiano e qui si comincia a salire verso Fornacelle e poi Arola. Lungo la strada si incontrano piccole fattorie e muri di pietre a secco percependo una vita contadina ancora presente. Il punto di arrivo e’ la frazione di Alberi dove parte la strada, di epoca preromana, che giunge a Meta. Arrivati nella Piana di Sorrento si attraversano i quattro comuni ormai uniti in un’unica grande città. E proprio dall’altro capo di Sorrento, in zona Capodimonte, si risale lungo le colline per raggiungere Massa Lubrense e poi Termini dove inizia la parte finale della via Minerva.
03Questo tratto è quello che conserva ancora integri molti segni archeologici del suo passato. Infatti, nell’ultima parte, sono presenti lunghi tratti dell’ antico selciato romano fino ai ruderi di una costruzione disposta su quattro livelli. Questo e’ il punto finale del cammino, la finis terrae della Campania che separa geograficamente due golfi e volge verso l’isola di Capri, scelta dall’imperatore Tiberio come residenza per dieci anni.
Questo cammino attraversa un territorio carico di bellezze paesaggistiche, cultura e storia antica e regala tantissime emozioni all’incontro con panorami, elementi architettonici, persone del posto , profumi e sapori. Proprio quello che cercano questi viaggiatori che dedicano il loro tempo libero e le loro vacanze alla conoscenza di un luogo che noi definiamo normale.

di Nino Aversa

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