Alcune facili mosse per ridurre i costi del proprio conto corrente

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2007
Alcune facili mosse per ridurre i costi del proprio conto corrente
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Secondo l’Antitrust i conti correnti bancari in Italia sono cari a causa della “scarsa” concorrenza tra banche, che riduce l’efficacia di molte delle norme varate in passato e che restano spesso “lettera morta”.

Da sempre il “correntista” porta i propri risparmi nelle “casse” delle banche, oggi sono oltre 1.200 miliardi di Euro le giacenze depositate presso gli istituti bancari italiani, i quali li utilizzano e li investono “per conto loro” facendoli fruttare.
Alcune banche propongono conti corrente “a zero spese” (addirittura c’è chi non fa nemmeno pagare i bolli), mentre altri istituti bancari richiedono oneri più o meno rilevanti.
L’Antitrust, nella sua indagine, rileva che le limature ai costi dei conti corrente sono spesso, anche se non sempre, possibili. Ecco qui di seguito alcune semplici mosse per tutelare i propri depositi…

Controllare almeno ogni mese l’estratto conto
A molti sembrerà una banalità ma il primo passo per tutelare i propri risparmi è quello di controllare con regolarità i movimenti del proprio c/c e vedere quanto spendiamo per la tenuta conto… “Ogni quanto?” Diciamo ogni mese.
Un altro motivo per monitorare periodicamente il proprio conto è verificare se per caso la propria carta di credito sia stata clonata, in questo caso è bene intervenire subito bloccando la carta stessa.
In ogni caso è bene non far passare troppo tempo e dedicare qualche minuto della propria vita al proprio “benessere finanziario”, a partire dal c/c. Nei rendiconti sono segnati anche i costi del conto corrente stesso, una verifica per valutare se sono eccessivi è sempre opportuna ed è il primo passo per pensare ad alternative.

In banca si può negoziare
Oltre ad un controllo costante del proprio conto, bisogna informarsi sui propri diritti e sulle proprie garanzie e verificare se le condizioni del nostro conto sono in linea con le nostre necessità. La prima mossa per tagliare i costi è cercare soluzioni migliori senza cambiare banca. Laddove sorgano dei dubbi sull’efficienza del proprio conto corrente è giusto recarsi in banca per negoziare condizioni migliori. Negoziare è normale e legittimo, ed un’appropriata consulenza è sicuramente di aiuto per trovare la soluzione più consona alle proprie esigenze.
Ci sono molti risparmiatori che mantengono il proprio vecchio conto per anni (o decenni), facendosi sfuggire condizioni migliorative che gli istituti lanciano periodicamente: una recente indagine della Banca d’Italia ha certificato che i vecchi conti correnti costano il 40% più di quelli nuovi.

L’alternativa “online”
Forse non tutti sanno che la quasi totalità degli istituti di credito offre conti correnti “online” meno onerosi di quelli standard proposti allo sportello. In taluni casi ciò rappresenta una precisa strategia, mirata a ridurre il lavoro in filiale. Chi ha una connessione Internet ha l’opportunità di risparmiare e molto; l’indagine Antitrust, infatti, ha verificato come lavorando “online” sia possibile ridurre i costi dal 30 al 40%, inoltre, il confronto tra le diverse offerte presenti sul web è molto più agevole e veloce rispetto al recarsi ogni volta in filiale. Attenzione: l’operatività delle banche “online” potrebbe non essere “completa” cioè non offrire alcuni servizi a cui il correntista è abituato.
E’ il caso di ricordare che non bisogna guardare solo al risparmio ma all’operatività: ciò che non è compreso nel “pacchetto on line” rischia di costare molto nel momento dovessimo farne utilizzo.

Il confronto con le altre banche
Il cliente ha il diritto di cambiare banca, senza timidezze e senza inutili aggressività, ci si può recare in banca e chiedere il trasferimento del saldo del proprio conto, degli altri strumenti finanziari “appoggiati” sul conto (Titoli di Stato, azioni etc.) e anche le domiciliazioni delle utenze altrove. Il mercato è aperto e ciascuno ha il diritto di scegliere la banca che meglio lo soddisfa. Farsi accompagnare da un consulente, che ne sa più di noi e che ci può supportare, può risultare estremamente utile.
La concorrenza tra banche alla caccia dei clienti è il sale del mercato finanziario così come l’informazione è lo strumento di maggior autotutela del risparmiatore. Chi non è soddisfatto del proprio conto corrente può legittimamente trasferire le proprie attività altrove.
In caso di eccessivo ritardo della nostra banca ad eseguire la richiesta di trasferimento è opportuno rivolgersi prima all’ufficio reclami della banca e poi all’Arbitro bancario finanziario (http://www.arbitrobancariofinanziario.it/) per risolvere la controversia.

Spending review del c/c
Siamo sicuri che tutti i servizi che comprende il nostro conto corrente ci servono davvero? Tagliare qualche servizio potrebbe magari farci risparmiare qualcosa.
Attenzione poi alla visita in filiale, in molti casi ad ogni accesso in filiale corrisponde un costo aggiuntivo, facciamolo solo se necessario.
Si tratta, come accennato, di scegliere i servizi di cui necessitiamo davvero e per questi pagare il giusto prezzo, filtrando le numerose offerte di cui siamo bersaglio.

Ricordarsi, infine, che il conto corrente rappresenta per il risparmiatore, in relazione alle proprie necessità, uno strumento per movimentare il denaro e tenere meno contante possibile in tasca,  uno strumento a cui collegarne, eventualmente, altri (es. bancomat, carta di credito o libretto assegni).
Attenzione però, bisogna sottolineare, che non è necessario accendere un conto corrente per accedere ad un mutuo o ad una polizza, infatti, come evidenziato dall’Authority alla concorrenza, tali prodotti non devono essere proposti come vincolati all’apertura del c/c. Lo prevede la norma, perciò tali proposte, siano esse dirette o velate, infrangono la norma stessa forzando la mano del risparmiatore.

 

di Mario De Simone

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