Chi spiega il Bail-in ai risparmiatori?

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Money in the bank
Chi spiega il Bail-in ai risparmiatori?
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In questo periodo giornali e televisioni non fanno altro che parlare di Bail-in.

Cosa significa questa parola inglese?
La parola Bail-in in inglese significa “garanzia interna” ed è il contrario di “Bail-out” che significa “garanzia esterna” (non è la traduzione letterale, è il significato in Economia).

Si ha quindi, un “bail-out” quando una società, normalmente privata, viene in un certo modo protetta, o garantita, da un’altra società, o ente, generalmente pubblico. In altre parole, si evita il fallimento di un’azienda privata con i soldi della collettività (Stato).
Si verifica inversamente un Bail-in quando una società privata viene protetta o garantita dai soldi che recepisce dall’interno del proprio sistema. Praticamente una società privata per evitare il fallimento preleva i soldi dai soci.

Il bail-in è il meccanismo di salvataggio di un Paese, del sistema bancario o di una banca “dall’interno”. L’espressione si contrappone quindi al bail-out, cioè il salvataggio dall’esterno.
Nella crisi ormai pluriennale che attanaglia l’area euro, i primi interventi sono stati all’insegna del bailout, come avvenuto con il coinvolgimento dei singoli Stati o dei fondi europei nel salvataggio delle banche irlandesi, inglesi, spagnole e tedesche.
Con l’aggravarsi della crisi, sia negli Usa che in Europa ha prevalso l’idea di coinvolgere gli investitori privati nei salvataggi per non far ricadere l’intero costo dei default bancari sulle spalle dei contribuenti.

Cosa ha che fare tutto questo con noi risparmiatori?
Quando parliamo di società private ovviamente ci si riferisce anche ad Istituti bancari che sono aziende private a tutti gli effetti.
Dal 1 Gennaio 2016, entrerà in vigore la direttiva europea 2014/59/Ue sulla risoluzione delle crisi bancarie, una vera e propria rivoluzione per le banche europee, comprese quelle italiane, ma soprattutto per i risparmiatori e i titolari di conti correnti.

Se fino ad oggi le banche sono state salvate con soldi pubblici, da Gennaio 2016 nel caso in cui una banca sia in difficoltà, non interverrà più lo Stato, ma dovranno farsi carico delle perdite i privati come gli azionisti, obbligazionisti ed infine i correntisti.
Continueranno ad essere garantiti solo i depositi fino a 100mila euro.
In questi giorni controllate con attenzione, come bisognerebbe fare sempre, le prossime comunicazioni bancarie online o in busta. Entro fine anno, per legge, dovrebbero comparire, ed i dipendenti in banca mostrarvi, informazioni sull’introduzione del Bail-in.
Casi di fallimenti bancari non sono rari, per esempio, il Governo di Cipro, nel 2013 è intervenuto con un prelievo forzoso su tutti i conti correnti bancari di persone comuni che si sono visti prelevare il 10% circa su tutti i depositi superiori ai 100mila euro e il 6,75% per tutti gli altri. Il governo ha preso (non in prestito ma preso veramente) 4.2 miliardi di dollari dai conti correnti bancari per curare “il sistema bancario”.

Notizia invece di pochi giorni fa il salvataggio effettuato in extremis da Bankitalia delle 4 banche italiane in difficoltà: Banca Marche, Banca Etruria, Carife e CariChieti. I correntisti sono stati per l’ultima volta protetti in pieno, gli obbligazionisti ordinari anche ma gli azionisti e obbligazionisti subordinati hanno perso ben oltre 700 milioni di euro!

è bene quindi, da oggi, informarsi della solidità del proprio istituto bancario prima di depositare i propri risparmi.

 

di Giovanni Fontanarosa

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