L’Abbraccio

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L’Abbraccio
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Alla madre che l’aveva abbracciato
dopo che da un viaggio era tornato,
un ragazzo disse senza pensarci su:
“D’ora in poi non devi farlo più!”.

“Di fronte agli amici, non hai notato,
in qual modo mi sono vergognato,
tu pensi a me come al tuo piccino,
ma sappi che non sono più un bambino”.

Per la donna quel parlare fu ferale
tanto che si sentì molto male,
subito pensò con immenso dolore
che del figlio aveva perso l’amore.

Anni dopo fu di nuovo in partenza,
la madre assicurò la sua presenza,
non l’abbracciò per il noto perché,
ma disse soltanto: “Abbi cura di te!”.
Di ritorno, in un giorno di primavera,
ad aspettarlo la madre non c’era,
al fatto non diede troppo peso
ma a casa restò molto sorpreso.

Su un tavolo con un mazzo di fiori
un foglio con impressi due cuori,
c’era scritto: “Bentornato figlio caro,
il tempo per noi è stato avaro”.

“Alla partenza non t’ho abbracciato
perché ti saresti vergognato,
ma nel frattempo che sei stato via,
mi ha uccisa una grave malattia”.

“Allora sapevo, ed ero stravolta,
che ti vedevo per l’ultima volta,
trattenni le lacrime a malapena
e la vita mia non fu più serena”.

“Ma ora che son qui vicina a Dio,
ti proteggerò sempre, figlio mio,
sarò sempre la tua ardente fiamma,
con immenso amore: LA TUA MAMMA!”.

Il giovane tremendamente afflitto
s’inginocchiò davanti a quello scritto
e pianse, pianse disperatamente,
ma ormai non poteva fare più niente.

 

di Salvatore Spinelli

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