Teniamoci la nostra Croce

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Teniamoci la nostra Croce
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Non volendo portare la sua croce
un uomo si sentiva infelice,
se ne lamentava ogni giorno
volendo togliersela di torno.

“Il suo peso non posso sopportare
-diceva- perché la devo portare,
io sto bene e mi sento sereno
perciò posso anche farne a meno”.

Allora Dio per farglielo capire
e volendolo anche un pò punire,
gli rispose mandandogli un sogno
sicuro di colpire nel segno.

Era in una lunga processione,
ognuno con la croce sul groppone,
proprio nessuno se ne lamentava,
sopportava il peso e camminava.

Anche lui con la croce personale
camminava, ma ci passava male,
poi ritenendola lunga, pensò:
“Per alleggerirmi l’accorcio un po’!”.

Così in men che non si dica lo fece
e più leggera divenne la sua croce,
poi dopo una lunga camminata
giunsero alla meta prefissata.

Era questa un profondo burrone
dove si fermò la processione
superando il quale, al di là,
si trovava l’eterna felicità.

Ma andar non si poteva facilmente,
non c’eran passerelle ne un ponte,
eppure tutti passavan con faciltà
e raggiungevano la felicità.

Il nostro uomo rimase di stucco
quando alla fine capì il trucco,
sui bordi ognuno metteva la croce,
ci passava su e andava in pace.

Ma la sua croce ormai accorciata
non riusciva a coprire la gittata,
e capendo che non avrebbe potuto
esclamò: “Se solo avessi saputo!”.

Il mattino seguente, al risveglio,
si sentì decisamente meglio,
era stato un sogno ma il burrone
gli aveva dato la giusta lezione.

 

di Salvatore Spinelli

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