Il segreto per avere un cervello allenato e giovane

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Il segreto per avere un cervello allenato e giovane
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Per avere un cervello allenato e quindi giovane è importante vivere in società il più possibile e impegnare la mente per mantenere in forma i neuroni. Notevole efficacia per allenare il nostro cervello la si ha attraverso “il gioco”.
Per i bambini, certo, il gioco è una cosa molto seria, ma a quanto pare ancora di più per chi ha già un po’ di anni sulle spalle.
Cruciverba, indovinelli, rebus, sudoku, e chi più ne ha più ne metta, si stanno rivelando un importante strumento per aiutarci a mantenere lucido e brillante il nostro pensiero a dispetto del tempo che passa.
Fino a pochi anni fa si riteneva che il cervello fosse immodificabile, si pensava cioè che la scorta di neuroni di cui disponevamo alla nascita fosse destinata a impoverirsi, senza possibilità di essere rimpiazzata, non essendo questi in grado di riprodursi, via via che andavano persi per il naturale invecchiamento delle cellule.
Il progressivo decadimento delle facoltà mentali con l’età appariva dunque l’inevitabile conseguenza del passaggio da un cervello ricco di neuroni e brillante, come quello dei bambini, a uno sempre più povero e lento. Fortunatamente si è scoperto che le cose non stanno proprio così e che il cervello ospita un certo nu-mero di cellule staminali, in grado di dar vita a nuovi neuroni, che naturalmente possono compensare, almeno in parte, la perdita di cellule.
Ma, cosa ancora più importante, si è capito che ciò che conta, non è soltanto il numero di neuroni ma anche, e forse ancor più, la rete di collegamenti (le sinapsì) che si stabilisce tra i neuroni stessi. E le sinapsi si formano continuamente, per tutta la vita, grazie alle sollecitazioni che vengono dal mondo esterno e da quello interno.
La conseguenza ovvia di questo fatto è che se vogliamo restare brillanti dobbiamo fare tanta “ginnastica” mentale. Questo a fil di logica. Ma le cose, stanno davvero così anche nella pratica?
La scoperta che il cervello non è un organo statico, ma plastico, capace di rimodellarsi, cambiare e ripararsi ha condotto gli studiosi delle neuroscienze a cercare conferme ai presunti effetti della ginnastica mentale.
Il primo studio a confermarne l’efficacia è stato pubblicato nel 2003, seguìto da altri che hanno dimostrato quanto è importante l’abitudine a svolgere attività ed esercizi utili a stimolare la memoria, il ragionamento e, in generale, la nostra capacità di elaborare le informazioni.
Così si può migliorare negli anziani sia la vivacità dell’intelletto, sia la capacità di far fronte a quei piccoli impegni della vita di tutti i giorni (dall’uso di un cellulare al prepararsi la colazione), che possono diventare quasi insormontabili nell’età più avanzata.
Basta dedicare un po’ di tempo a quell’insieme di esercizi che gli anglosassoni chiamano brain training, allenamento del cervello.
Ovviamente, non bisogna guardare a questo gioco, né a cruciverba & Co, come a rimedi che ci possano mettere al riparo da tutti i rischi o che facciano di noi dei cervelloni.
Molti dei miglioramenti nelle prestazioni che si ottengono dedicandosi assiduamente non sono dovuti tanto al “ringiovanimento” del nostro cervello, quanto al fatto che con l’esperienza si apprendono alcuni trucchi di risoluzione.
Comunque è fuor di dubbio che l’allenamento  aiuti a togliere un po’ di ruggine e a tenerci “svegli”.
Va inoltre tenuto presente che, contro l’invecchiamento, la cosa migliore è tenere viva la più grande varietà possibile di funzioni del nostro cervello quindi rimediare il più possibile alle varie problematiche legate alla vista e all’udito in primis.
Intervenire appena sia giunto il momento su cataratta e rivolgersi all’audioprotesista appena sorgano difficoltà uditive. Tali deficit non si devono ritenere insormontabili e preoccuparsi solo di ciò che agli occhi della società rappresentino, un’etichetta da nascondere, “ecco sono vecchio!” Non nascondere il problema negandolo ai propri cari e spesso prima a se stessi, soprattutto tenendo conto che le soluzioni sono oggi più di ieri, come la tecnologia informatica etc etc, più invisibili, più estetiche, e soprattutto molto più performanti.
Abbattersi e non reagire spesso entrando in una fase di depressione è assolutamente sbagliato. Bisogna pensare alla rimediazione, oggi semplicemente con un banalissimo esame audiometrico, con apparecchi acustici a costi sempre più abbordabili, ma con una crescita esponenziale di qualità e adattabilità degli stessi, e molte volte riconosciuti agli aventi diritto anche gratuitamente nei centri convenzionati con l’Asl, si può ritornare a sorridere.
Il mio percorso lavorativo è costellato da applicazioni audioprotesiche che hanno contemporaneamente risolto il problema d’udito e quello della depressione nata e alimentata dall’ allontanamento dalla vita sociale.
Ai primi segni di compromissione uditiva  per effetto del fisiologico invecchiamento l’anziano e non solo chi ha superato gli anta subiscono la difficoltà a discriminare il linguaggio parlato, maggiormente in ambienti acusticamente competitivi, quindi privandosi giorno per giorno di quei momenti d’incontro, confronto e gioco.  Però una mente vivace ha bisogno di essere ricettiva acusticamente e visivamente, così utili i giochi di società, poiché sollecitano aree cerebrali che nessun tipo di attività fatta in solitudine è in grado di stimolare, esattamente quelle aree che hanno a che fare con l’intelligenza sociale.
Ciò è particolarmente importante per le persone anziane che tendono a perdere via via i contatti sociali e a chiudersi in una spirale negativa di isolamento ma vale per tutti, tanto che molti psicologi ritengono che il peggiore nemico dell’agilità mentale sia proprio l’isolamento. Anche se quasi tutti gli studi su questo argomento sono stati condotti su persone anziane, non bisogna pensare che l’allenamento mentale sia qualcosa di utile soltanto alla terza età, anzi. Il rischio di veder diminuire, sia pure all’inizio in maniera quasi impercettibile, le prestazioni mentali comincia infatti ben prima degli “anta” e, proprio come avviene per le prestazioni sportive, per conservare in forma il cervello e ottenere i risultati migliori è necessario dedicarsi a un allenamento costante.
Allenarsi è utile per sentirsi mentalmente brillanti oggi, ma anche per costituire un prezioso patrimonio per la memoria.

 

di Tea Maione

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