Traffico e salute

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Traffico e salute
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La connessione tra traffico e salute nei centri urbani rappresenta una seria problematica per il benessere e la salute dei cittadini, per almeno tre ordini di motivi: inquinamento atmosferico, inquinamento acustico e stress psico-fisico.

Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico, le strade intasate di auto in coda costituiscono spesso vere e proprie camere a gas per gli abitanti. Non solo per chi è in strada, in quanto gli inquinanti diffondono anche nelle case esposte al traffico. Dai veicoli su strada vengono emesse diverse categorie di sostanze inquinanti: i contaminanti gassosi derivati dai processi di combustione, particolarmente dagli scarichi di veicoli con motori a idrocarburi, quali il Monossido di carbonio e l’Anidride carbonica; gli Idrocaburi policiclici aromatici (IPA), prodotti di combustione, il più noto dei quali è il BenzoPirene; il particolato fine, con particelle con diametro minore di 10 micron (PM10), inalabili nelle vie respiratorie, e le cosiddette nanopolveri, ancora più fini, che penetrano fin nei polmoni; i Composti organici volatili, tra cui il benzene; lo smog fotochimico, derivante dalle reazioni chimiche delle emissioni con la luce ultravioletta. In tutti i grandi centri metropolitani spesso viene oltrepassata la soglia massima di inquinamento ammessa dall’UE. Gli effetti dell’inquinamento sulla salute possono estrinsecarsi in tre ordini di problemi:

1. Effetti immediati

soprattutto a carico dell’apparato respiratorio: infezioni respiratorie, rinite allergica, asma. Inoltre lo sviluppo dei polmoni dei bambini può essere compromesso, portando da adulti alla broncopneumopatia cronica ostruttiva, se geneticamente predisposti. Circa il 75% delle persone ha infatti una versione di un gene, l’MMP-1, che determina una reazione infiammatoria più violenta nelle vie aeree alle sostanze inquinanti, fino a distruggere e rimodellare il tessuto polmonare. Già l’esposizione in gravidanza ad agenti inquinanti aumenta di molto il rischio di malattie respiratorie del bambino;

2. Effetti nel medio-lungo termine

Disturbi neurologici (segnalati: depressione; ansia; deficit di apprendimento; problemi di memoria; riduzione del QI dei bambini le cui mamme vengono esposte agli idrocarburi policiclici aromatici in gravidanza; aumento del rischio di autismo per esposizione a nanoparticelle e biossido di azoto, durante la gravidanza e il primo anno di vita di un bambino); alterazioni del sistema ormonale per presenza di “interferenti endocrini”; cancro per effetto mutageno sulle cellule staminali;

3. Effetti sulle future generazioni

I bambini e gli anziani, per la loro vulnerabilità, risentono maggiormente dell’impatto dell’inquinamento ambientale.
Per quanto riguarda il danno da inquinamento acustico, il rumore da traffico stradale può provocare disturbi del sonno, cefalea, sbalzi d’umore e problemi di concentrazione e, nei bambini, riduzione dell’apprendimento e dello sviluppo cognitivo, oltre a mettere a rischio, nel tempo, la funzione uditiva. Inoltre si è trovata correlazione, probabilmente mediata dagli effetti sui sistemi neuro-vegetativo ed endocrino e sul ritmo sonno-veglia, tra il rumore urbano e l’ipertensione arteriosa, l’ischemia cardiaca, gli accidenti cerebro-vascolari e la mortalità in generale.
Infine, è stato documentato che lo stress psico-fisico da traffico, di automobilisti imbottigliati nelle code interminabili, si può tradurre in sintomi quali stato d’ansia, aumento del battito cardiaco, cefalea, nausea e crampi allo stomaco, e, nei casi più gravi, confusione, attacchi di panico, aggressività; inoltre correla con un maggior rischio di guida pericolosa ed incidenti. Lo stress da traffico coinvolge in modo indiretto anche il pedone.
La tutela della salute dei cittadini non può quindi prescindere dalla difesa della qualità dell’ambiente che abitano, incluso il controllo del traffico stradale.

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