Plagiocefalia posturale del lattante

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Plagiocefalia posturale del lattante
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Il termine “plagiocefalia” può sembrare allarmante quando si sente per la prima volta in riferimento al vostro bambino. Studi recenti dimostrano che, in seguito alla raccomandazione dell’Accademia Americana di Pediatria (AAP) di utilizzare la posizione supina nel sonno per ridurre il rischio della morte improvvisa in culla (in inglese SIDS), si è assistito a un aumento dell’incidenza di bambini affetti da plagiocefalia occipitale posturale. Si tratta quindi di un disturbo molto comune e facilmente curabile.
La plagiocefalia (dal greco plàgios = obliquo e Kephalè = testa) è una deformazione del cranio con un modellamento obliquo cranio-facciale.
Si distingue in due tipi:

  • Plagiocefalia posturale
  • Plagiocefalia sinostosica o craniosinostosi (malformazione della struttura cranica per fusione precoce di una o più suture craniche)

Di pertinenza fisioterapica è la plagiocefalia posturale. La plagiocefalia posturale è causata da una pressione prolungata sulla stessa zona del cranio in epoca pre e/o post natale. Esistono alcuni fattori di rischio per l’asimmetria cranica quali per esempio la prematurità, primiparità, anomalie dell’utero, alterazioni muscolo scheletriche ecc.
Di natura congenita (pressione intrauterina) o acquisita (posizione durante il sonno) la plagiocefalia posturale può essere associata a:

  • torcicollo posturale controlaterale
  • contrattura secondaria del trapezio
  • immaturità nel controllo assiale antigravitario

Questa conformazione del cranio non deve essere fonte di preoccupazione per i genitori, perché non comporta problemi nello sviluppo del cervello del bambino. Ha un impatto solamente di natura estetica che tende comunque a migliorare spontaneamente nel corso del tempo. Tuttavia una diagnosi precoce e un intervento tempestivo fanno si che il risultato estetico sia migliore. Buoni risultati si ottengono se si interviene prima dei 3 mesi di età.
Non sono necessari interventi chirurgici o procedure invasive (salvo che non si tratti di una craniostenosi), ma attraverso alcune semplici accortezze ed esercizi è possibile preservare la rotondità della testa del vostro bambino.
Durante il sonno non è necessario utilizzare particolari cuscini che aumenterebbero semplicemente il rischio SIDS. Piuttosto prestate attenzione ad alternare la posizione del capo durante il sonno in modo tale che il vostro bambino non trascorre molte ore con la testa ruotata nello stesso lato. Durante la veglia riducete al minimo le ore che il vostro bambino trascorre sulla schiena, prediligendo l’attività a pancia sotto, promuovendo l’inseguimento visivo e i movimenti del capo. Se alla plagiocefalia è associato anche un torcicollo posturale è opportuno beneficiare di alcuni esercizi di allungamento muscolare.
Per i bambini che hanno un’età superiore ai 3 mesi e che presentano un moderato appiattimento della testa, alcuni medici prescrivono l’uso di un caschetto che ha il vantaggio di ottenere buoni risultati in tempi brevi ma lo svantaggio di essere molto costoso e di necessitare di rimodellamenti nel corso del tempo.

di Roberta Esposito

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