Riflessologia plantare

0
1742
Riflessologia plantare
3.1 (61.16%) 173 votes

I nostri piedi sono le basi principali del nostro equilibrio fisico e psichico. Tutto ciò che sta al di sopra di ESSI si scarica su di ESSI e attraverso le loro tensioni e i loro segni è possibile comprendere quali parti di noi richiedono maggiore attenzione. Nelle zone dei piedi si riflettono tutte le funzioni e gli organi del nostro corpo come una vera e propria mappa, che, in caso di squilibrio si può percorrere con una serie di tecniche pressorie. Queste non fanno altro che bussare alla porta della nostra farmacia interna che sa quali sono le sostanze necessarie per portare l’armonia, l’equilibrio e migliorare la funzionalità di tutto l’organismo. Tra queste sostanze ci sono anche le endorfine che attenuano i dolori, rilassano, regolano l’attività gastrointestinale, migliorano la qualità del sonno e infondono un senso di benessere. La riflessologia plantare si basa sul principio comune anche di altre discipline, come la DIGITOPRESSIONE e lo SHIATSU, il quale facendo pressione su determinati punti, andremo a stimolare per riflesso la funzione degli organi interni. Secondo le teorie energetiche, esistono dei percorsi ben precisi dove scorre l’energia essenziale dell’organismo che se non si muove liberamente va a creare una situazione di squilibrio. Recenti studi hanno dimostrato che la riflessologia plantare può non solo migliorare la qualità della vita a tutte le età ma è efficace anche nel migliorare la funzionalità dell’organismo. L’uomo primitivo, camminando scalzo su terreni accidentati, stimolava continuamente i riflessi di ogni parte del corpo, favorendo così l’equilibrio del sistema circolatorio e allo stesso tempo manteneva costante lo scarico della propria energia nel terreno, preservando il collegamento con quella della Terra, così utile al ricambio psicofisico della persona umana, oggi questo contatto non c’è più poiché le scarpe o i terreni asfaltati ostacolano questo collegamento.
William H. Fitzgerald è riconosciuto da tutti come il padre della moderna riflessologia, era un otorinolaringoiatra che, partendo dall’evidenza, cioè che con delle comprensioni esercitate su specifiche aree del corpo era possibile ottenere delle analgesie o addirittura delle anestesie di breve durata di piccoli interventi del cavo orale, arrivò a teorizzare che il corpo fosse percorso da dieci aree parallele, cinque per parte. Dunque, disegnò l’immagine del corpo diviso in dieci linee verticali che lo percorrevano partendo dalla testa per poi finire nelle punte dei piedi e delle mani, ogni parte del corpo che è in una zona determinata da queste linee è collegata ad un’altra tramite un particolare flusso energetico, queste due parti possono influire ed interagire l’una sull’altra. Fitzgerald iniziò le sue sperimentazioni nel 1902 e nel 1917 pubblicò il suo primo libro “Zone therapy, of relieving pain at home”.
Lavorava come terapista con il dr Riley, Eunice Inghman che, spinta dalla curiosità decise di approfondire la terapia zonale. Fitzgerald si concentrava soprattutto sulle mani invece la Inghman intuì che il piede era molto più sensibile ed esplorandoli iniziò a tracciare la prima mappa circostanziata delle zone del piede in rapporto con gli organi del corpo. Grazie ai nipoti e molti suoi allievi si diffuse nel mondo il metodo originale Inghman fondando nel 1948 “l’istituto di riflessologia”. In Italia la riflessologia è stata introdotta e divulgata recentemente da Elipio Zamboni e da Erasmo Buzzacchi.
Il tocco delle mani produce un leggero calore che dilata i vasi capillari e favorisce il passaggio del sangue arterioso, ricco di ossigeno, alle zone meno nutritive, a beneficio dei tessuti che ricevono una sferzata rivitalizzante. Anche la circolazione linfatica ne trae vantaggio. Quando la circolazione rallenta oppure si blocca, i materiali di scarto ovvero liquidi in eccesso o tossine si depositano e si accumulano soprattutto in piedi, caviglie e gambe che sono più soggetti alla forza di gravità creando; dolori, gonfiori e sensazioni di malessere. La stimolazione delle zone del piede riesce a liberare dalla congestione i tessuti e i nervi, rimuovendo le tossine che si sono accumulate, stimolando contemporaneamente anche le vie nervose.
Il grande potere della riflessologia plantare è quello di poter ritrovare un equilibrio psico-fisico totale.

 

di Mariateresa Caiafa

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here