Vietato digrignare i denti, ma occhio ai rimedi fai-da-te

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Vietato digrignare i denti, ma occhio ai rimedi fai-da-te
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Con il termine bruxismo si intende quel disturbo che porta a digrignare i denti, spesso durante la notte o in situazioni di particolare stress.
Il bruxismo è considerata una para funzione, ovvero un movimento non finalizzato ad uno scopo e viene creato dalla contrazione della muscolatura masticatoria per 5-10 secondi a volta. Il bruxismo può produrre alterazioni importanti sia ai denti, che nel tempo si usurano, che ai loro tessuti di supporto. Pur non essendoci una terapia specifica per curare questa patologia per prevenire i danni si utilizzano dei dispositivi medici su misura chiamati bite. Tali apparecchi si devono considerare con molta attenzione.
Se da una parte il bite è un insostituibile strumento a disposizione del dentista per curare una patologia, dall’altro può creare, se non adeguatamente realizzato, adattato e controllato dal dentista, problemi di masticazioni anche irreversibili.
I bite possono essere indicati per diverse patologie quali: i disordini temporo-mandibolari, le parafunzioni (es. digrignamento dei denti), i dolori a livello dei muscoli elevatori della mandibola e del collo, il blocco articolare (locking) e le patologie degenerative artrosiche.
Queste condizioni possono essere presenti singolarmente, oppure variamente sovrapposte ed interconnesse fra loro, richiedendo un approccio multidisciplinare dell’odontoiatra-gnatologo, dell’ortodontista, del fisioterapista, dello psicologo, del protesista.
Considerando che un bite può curare una serie di patologie è fondamentale la diagnosi (clinica e strumentale) da parte del dentista. Una diagnosi scorretta o ancora peggio un utilizzo autonomo dei bite potrebbe modificare i sintomi rendendo più complessa la diagnosi: in taluni casi aggravare la patologia in atto o anche provocare l’insorgenza di patologie gengivali e parodontali.
Per queste ragioni si sconsigliano i pazienti dall’utilizzare soluzioni alternative “fai da te”, bensì di rivolgersi al proprio dentista di fiducia.
Tengo infatti a sottolineare che mentre altre soluzioni “fai da te” si rivelano al massimo inefficaci e quindi del tutto inutili (vedi tutta la gamma dei sbiancanti dentali venduta in farmacia o attraverso internet), i bite venduti in farmacia come auto-modellanti possono risultare estremamente dannosi a livello dell’articolazione temporo-mandibolare.
Vi assicuro infatti che neanche 5 anni di corso di laurea in odontoiatria e svariati corsi di aggiornamento mi sono stati sufficienti per auto-modellarmi correttamente un bite ricevuto come campione gratuito da un rappresentante che mi consigliava di proporlo ai miei pazienti come soluzione più economica in alternativa ad uno preparato correttamente in studio.

 

di Vittorio Milanese

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