Imparare a dire di ‘NO’. L’importanza di affermare se stessi e le proprie esigenze

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Imparare a dire di ‘NO’. L’importanza di affermare se stessi e le proprie esigenze
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Dire di no permette di mettere in luce i propri bisogni e tutelare i propri valori personali, facendo capire all’altro che abbiamo esigenze da rispettare…

Quante volte ci è capitato che il capo sul lavoro, i genitori, gli amici o il partner ci chiedano qualcosa che non vorremo fare, che non fa parte di noi, ma che in qualche modo ci sentiamo costretti a fare, pur controvoglia. Sono proprio queste occasioni che a lungo andare non ci fanno sentire completamente noi stessi e possono creare dei fastidiosi disturbi, come il classico ‘nodo alla gola’. Quando si vive con la paura di dire di no, di non essere come gli altri vorrebbero o di non soddisfare i loro bisogni, in realtà stiamo mettendo al primo posto le esigenze altrui, senza ascoltare noi stessi, senza pensare all’importanza di affermare se stessi.

Il nodo alla gola ci “parla”!

Uno dei sintomi più comuni dell’ansia, che nasce dalla paura di esprimere se stessi e di dire di “no”, è proprio il nodo alla gola. La sintomatologia ansiosa si può sintetizzare con il termine “angor” che significa “stringere” ed esprime il senso di costrizione che si prova quando ci vengono fatte delle richieste o dette delle cose a cui noi vorremo rispondere con qualcosa di nuovo o diverso, ma non siamo ancora abbastanza convinti di farlo, non siamo sicuri di noi stessi o abbiamo paura delle conseguenze. La gola rappresenta il ponte fra il nostro mondo interno e quello esterno, ma può diventare una strettoia che fa da “tappo” e impedisce di comunicare efficacemente il nostro modo di essere e di pensare. In questo senso il disturbo “mira” a farci prendere coscienza delle parole non dette, ci costringe a dirle.
Rispondere con un sì a tutto, anche quando si pensa l’esatto contrario di quello che si sta affermando, cela chiaramente la necessità di voler essere compiacenti nei confronti dell’altro, perché si teme possa accadere qualcosa di catastrofico, difficile da gestire.
Nel dettaglio, si dice si perché, tendenzialmente, si ha paura di non piacere all’altro e di conseguenza l’altro potrebbe avere un pessimo giudizio della nostra persona, oppure per paura del conflitto e delle conseguenze che potrebbe portare in futuro, o, ancora, paura di poter perdere un’occasione importante e che non possa ripresentarsi mai più, ma che in realtà non ci permettere di affermare se stessi.
Le ricerche dimostrano che è più facile rispondere con un sì a una richiesta, perché dire no mette a disagio e fa emergere emozioni negative, come la COLPA, la VERGOGNA, la PAURA. Ciò è particolarmente vero quando le persone si trovano a prendere una decisione vis a vis.
Nel remoto caso in cui si dovesse rispondere con un no, pare si diventi più propensi a dire sì alle richieste successive. Il senso di colpa che deriva dall’aver detto il ‘no’, determina il bisogno di rimediare al danno arrecato per recuperare al presunto torto compiuto senza creare ulteriori disagi.

Spesse volte, sentirsi dire un no lascia basiti, perché nell’immaginario collettivo questa parola assume connotazione negativa di rifiuto ogni qualvolta è usata. Ma le conseguenze del dire un no spesso sono sovrastimate da noi stessi, poiché non portano per forza alle conseguenze catastrofiche immaginate.

Naturalmente, non tutti hanno problemi a dire no. Sembra che alcuni abbiano più difficoltà di altri, dipende dal carattere che si ha. Alcuni esperti sostengono che le donne possono avere più difficoltà a dire di no rispetto agli uomini , in quanto spesso sono condizionate a mantenere i rapporti e a preoccuparsi troppo dei bisogni degli altri al punto da fugare i propri.
Tutte queste persone col tempo, e a proprie spese, imparano ad apprezzare l’importanza di dire no, perché apprendono che così facendo proteggono la propria individualità e i propri bisogni, altrimenti tendono a soddisfare solo gli interessi degli altri e non i propri.
Insomma, dire no significa non rispondere e non adeguarsi alle pressioni cognitive e sociali dettate da terzi e questo serve a tutelare i propri valori.

Ma, allora, qual è il modo migliore per rifiutare una richiesta? Ecco alcuni suggerimenti.

  1. Essere semplici e diretti nel dare una risposta:
    “Ti ringrazio, ma non posso”
    “Grazie, ma non riesco”.
  2. Motivare la risposta riferendosi a circostanze esterne:
    “No, grazie. Ho preso un altro impegno”.
    “Mi spiace, ma avevo promesso a mio figlio di passare del tempo con lui”.
  3. Essere convincente, ma educato:
    “Preferisco rifiutare, mi spiace”
    “No, grazie”.

 

In sostanza, bisogna:

  • Allenarsi nel provare a dire di’ no’ per non rimanere senza parole nel caso si presentasse questa evenienza.
  • Costruire delle frasi pronte del tipo: “Ci penserò” da utilizzare all’occorrenza.
  • Rimandare una risposta aumenta la possibilità di dire no.
  • Addolcire il tono della voce per far si che il ‘no’ detto non offenda troppo le persone.

 

Per riassumere….

  • Ascoltati di più
  • Non avere paura di dire cosa pensi, anche se è qualcosa di inusuale
  • Non temere di dire di “no” agli altri
  • Non sforzarti di andar bene a tutti, devi piacere solo a te!

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