Perdono e salute: come liberarsi da rancori e amarezze

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Perdono e salute: come liberarsi da rancori e amarezze
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Perdonare fa bene alla salute mentale, ma anche a quella fisica.
A volte, le persone che ci stanno attorno fanno o dicono cose che ci feriscono o che ci fanno sentire traditi o anche aggrediti. Altre volte, siamo noi stessi a fare qualcosa di male di cui poi ci pentiamo. Non è sempre facile perdonare, ma di sicuro è un atto che fa bene alla salute, sia mentale sia fisica. Anche se fosse solo per il nostro bene, dovremmo imparare a perdonare.
Perdonare è molto più semplice a dirsi che a farsi e, in generale, è un atto che implica un grande coraggio.
Spesso, il perdono può essere confuso con una forma di condono in cui si assimila ciò che è successo senza rappresaglie. Tuttavia, il perdono è molto più di questo. Perdonare significa staccarsi da ciò che è successo.
In qualunque caso, perdonare ha molti benefici per la salute del nostro corpo e della nostra mente.

Cosa significa perdonare?
Definire il perdono non è semplice. Innanzitutto viene definito in relazione a ciò che non è: non si tratta di negare, minimizzare, scusare l’altro o dimenticare. Si tratta di un costrutto complesso che implica aspetti emotivi, cognitivi e comportamentali.
Perdonare non significa negare la responsabilità della persona che ti ha ferito o giustificare il suo comportamento scorretto. Puoi perdonare la persona senza scusare il comportamento. Il perdono è innanzitutto un gesto d’amore che fai verso te stesso in quanto ti consente di lasciare andare i pensieri e i sentimenti disfunzionali per concentrarti su aspetti più positivi.
La nostra cultura sembra percepire il perdono come un segno di debolezza e vulnerabilità mentre rafforza l’idea che sia giusta la vendetta e la rabbia.
Quello che culturalmente viene meno percepito è il potere che si cela nel perdono, il profondo impatto positivo che può determinare in chi lo esercita e di quanto esso rappresenti una scelta coraggiosa. Ognuno di noi ha la capacità e il potere di perdonare e può esercitarlo quando vuole.
“Perdonare è liberare un prigioniero e scoprire che quel prigioniero eri tu”. (Lewis B.)
Perdonare qualcuno significa che voi state dimenticando o condonando quello che è successo?
Assolutamente no! Perdonare non è lo stesso che dimenticare quello che vi è successo. L’atto che vi ha ferito o offeso può rimanere per sempre una parte della vostra vita. Perdonare non significa nemmeno che voi negate la responsabilità dell’altro nell’avervi offeso. E non minimizza e giustifica l’errore. Voi potete perdonare la persona senza scusare l’atto.

Quali sono i benefici di perdonare qualcuno?
I ricercatori si sono interessati nello studiare gli effetti di avere attitudine a non perdonare e a perdonare. La prova si basa sul fatto che mantenere rancori e amarezza risulta in problemi di salute a lungo termine. Il perdono, d’altro canto, offre numerosi benefici, inclusi: pressione sanguigna più bassa, riduzione dello stress, meno ostilità, capacità di gestire meglio la rabbia, più basso ritmo cardiaco, più basso rischio di abuso di droghe e alcol, minori sintomi di depressione, minori sintomi di ansietà, riduzioni di dolori cronici, più amicizie, relazioni più sane, maggiore benessere religioso e spirituale, migliorato benessere fisiologico.

Perché noi tratteniamo rancori e diventiamo risentiti e non perdoniamo?
Le persone che è più probabile ci possano ferire sono proprio quelle più vicino a noi. Quando siamo feriti da qualcuno che amiamo o confidiamo può essere estremamente difficile da superare. Anche la minima offesa può portare a grandi conflitti.
Quando voi patite un’offesa dalle azioni o le parole di qualcuno, sia che sia intenzionale o no, voi potete cominciare a percepire sentimenti negativi come rabbia, confusione o tristezza, specialmente quando è qualcuno vicino a voi. Questi sentimenti possono essere ridotti all’inizio. Ma se voi non li affrontate subito, essi possono diventare più grandi e più potenti. Rancore nutrito da risentimento, vendetta e ostilità prendono piede quando vi soffermate su eventi o situazioni penose, che si ripresentano nella vostra mente molte volte.
Subito, voi potete ritrovarvi ingoiati dalla vostra stessa amarezza o senso di ingiustizia. Voi potete sentirvi intrappolati e potete non vedere la via d’uscita. È molto duro lasciar andare i rancori a questo punto e invece voi potete rimanere pieni di risentimento e incapaci di perdonare.

Come posso raggiungere lo stato del perdono?
Il perdono è un impegno per un processo di cambiamento. Esso può essere difficile e può prendere tempo. Un passo è riconoscere il valore del perdono e l’importanza nelle nostre vite ad un dato tempo. Un altro è di riflettere sui fatti della situazione, come abbiamo reagito e come questa combinazione ha condizionato le nostre vite, la nostra salute e il nostro benessere.
Poi, come siamo pronti, noi possiamo attivamente scegliere di perdonare colui che ci ha offeso. In questo modo, noi ci tiriamo fuori dal ruolo di vittima e scarichiamo il controllo e il potere che la persona e la situazione che ci hanno recato offesa hanno avuto sulle nostre vite.

Che succede se io non posso perdonare qualcuno?
Perdonare può essere una gran bella sfida. Può essere particolarmente difficile perdonare qualcuno che non ammette il torto o che non accenna ad un pentimento.
Tenete in mente che il beneficiario primo del perdono siete voi stessi. Se vi sentite bloccati, può essere utile prendere del tempo, parlare con una persona che voi considerate saggia e compassionevole, come una guida spirituale, uno psicologo o un imparziale membro della famiglia o amico.
Può anche essere utile riflettere sulle volte che voi avete ferito altri e su quelli che hanno perdonato voi. Se voi ricordate come vi siete sentiti, può aiutarvi per capire la posizione della persona che vi ha ferito. Può anche essere utile pregare, usare meditazioni guidate. In ogni caso, se l’intenzione di perdonare è presente, il perdono verrà a tempo debito.
‘Occhio per occhio, e il mondo intero diventerebbe cieco’. (Khalil Gibran)

Come faccio a sapere quando ho veramente perdonato qualcuno?
Il perdono può risultare in parole dette con sincerità come “ti perdono” o azioni tenere che mettano a posto la relazione. Ma più che questo, il perdono porta ad un tipo di pace che vi aiuta ad andare avanti con la vita. L’offesa non è più al centro dei vostri pensieri o sentimenti. La vostra ostilità, risentimento e infelicità hanno fatto strada a compassione, gentilezza e pace.
Inoltre ricordate che il perdono non è una cosa che avviene di botto. Esso comincia con la decisione, ma poiché la memoria o un altro set di azioni o parole possono provocare vecchi sentimenti, avrete bisogno di ricorrere al perdono più volte.

E se la persona che sto perdonando non cambia?
Far si che l’altra persona cambi comportamento non è il punto del perdono. Infatti, la persona non è detto che cambi atteggiamento o si scusi per l’offesa. Pensate al perdono piuttosto come un modo per cambiare la vostra vita – portando a voi stessi più pace, felicità e benessere emozionale e spirituale.
Il perdono sottrae all’altra persona il potere di continuare a influenzare la vostra vita. Attraverso il perdono, voi scegliete di non considerare più voi stessi una vittima.
Il perdono è prima di tutto fatto per voi stessi e meno per la persona che vi ha fatto del male.

E se invece sono io ad aver bisogno di perdono?
A meno che ciò non provochi più danno e sofferenza, considerate di ammettere il male che avete fatto a coloro che avete ferito, parlando del vostro sincero pentimento e chiedendo perdono – senza dare delle scuse.
Ma se questo sembra poco saggio perché può portare altro danno o sofferenza, meglio non farlo ( non è che voi chiedete scusa per sentirvi meglio). Non vogliate aggiungere sale sulla ferita dolente. Inoltre tenete a mente che non potete forzare qualcuno a perdonarvi. Essi avranno bisogno del loro tempo per perdonare.
In ogni caso, noi dovremmo impegnarci a perdonare noi stessi. Mantenere risentimento verso sé stessi può essere deleterio nello stesso modo come mantenere risentimento verso qualcun altro.
Accettate il fatto che voi, come chiunque altro, non siete perfetti. Accettate voi stessi a dispetto dei vostri sbagli. Ammettete i vostri errori. Cercate di trattare altri con compassione, empatia e rispetto. E ancora, parlare con una guida spirituale, uno psicologo o un amico/parente fidato può essere utile.
Il perdono di voi stessi o di altri, sebbene non facile, può trasformare la vostra vita. Invece di indugiare nel senso di ingiustizia e vendetta, invece di sentirsi arrabbiati o amareggiati, voi potete volgervi verso una vita di pace, compassione, gioia e gentilezza.

Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi.’
(Cesare Pavese. Queste sono le sue parole d’addio, riportate sul frontespizio di una copia dei Dialoghi con Leucò, ritrovata su un tavolino accanto al suo corpo senza vita).

 

di Bianca Pane

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