La TAC del massiccio facciale

0
478
La TAC del massiccio facciale
Vota questo articolo!

La Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) del massiccio facciale è un esame radiologico che permette lo studio delle strutture anatomiche anteriori della testa. L’esame viene eseguito con un’apparecchiatura radiologica chiamata TAC, costituita da un lettino che viene fatto scorrere all’interno di una “ciambella” molto larga, dove è contenuta la strumentazione necessaria per l’acquisizione delle immagini.
È un’indagine abbastanza veloce, circa 10 minuti, per cui non dovrebbero esserci problemi per i pazienti claustrofobici. È indicato generalmente per la diagnosi di sinusite, deviazione del setto nasale, poliposi nasale, lesioni neoplastiche benigne e maligne del massiccio facciale, malformazioni e fratture in seguito a traumi.
Quest’indagine diagnostica non è invasiva né dolorosa. Non necessita di alcuna preparazione particolare se non quella di rimuovere protesi dentarie e oggetti di metallo dalla testa e dal collo. Durante l’acquisizione il paziente è invitato a mantenere l’immobilità sdraiato comodamente sul lettino. Si consiglia inoltre di evitare la deglutizione ai fini di un esame più preciso.
Successivamente mediante elaborazione al computer delle immagini acquisite verrà prodotta una rappresentazione delle strutture anatomiche in esame che serve al radiologo per la diagnosi.
Essendo uno studio che viene eseguito con la TAC, un’apparecchiatura radiologica che emette radiazioni ionizzanti, non possono sottoporsi all’esame donne in stato di gravidanza presunta ed accertata. Nel caso in cui l’indagine fosse richiesta con l’utilizzo del mezzo di contrasto è necessario accertarsi prima che il paziente non sia affetto da: grave insufficienza renale, epatica e cardiaca, proteinuria, gammapatia monoclonale, ischemia miocardica acuta, aritmia extrasistolica, allergia al mezzo di contrasto e diabete non controllato.
In quest’ultimo caso, evitare l’assunzione di farmaci per il diabete a base di metformina due giorni prima e due giorni dopo l’esame per evitare l’affaticamento dei reni. Per tutti questi motivi, per verificare l’idoneità del paziente, sono richiesti esami di laboratorio specifici, un elettrocardiogramma ed una radiografia del torace (gli esami richiesti possono cambiare a seconda della struttura dove si desidera eseguire l’indagine).
Inoltre il paziente deve essere digiuno da almeno 6 ore ed evitare l’assunzione di liquidi.
Verrà preso un accesso venoso (agocannula), generalmente all’altezza della piega del gomito, attraverso la quale potrà essere somministrato il mezzo di contrasto. Durante l’iniezione del contrasto il paziente potrà avvertire un senso di calore a livello della gola e delle parti intime, un effetto del tutto normale. è importante sapere che se si dovessero avvertire prurito, senso di nausea, difficoltà nella respirazione, gonfiore e fastidio alla gola, bisognerà avvertire subito il tecnico di radiologia ed il medico di turno.
Completato l’esame il paziente non deve seguire prescrizioni particolari e può riprendere immediatamente le sue normali attività.
Si consiglia a tutti i pazienti che hanno eseguito lo studio con il mezzo di contrasto di assumere molti liquidi così da eliminarlo il prima possibile essendo una sostanza comunque tossica per l’organismo.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here