Orgasmo sì, ma con sentimento. Consigli per una relazione sessuale soddisfacente

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Orgasmo sì, ma con sentimento. Consigli per una relazione sessuale soddisfacente
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Da un’indagine su oltre 1200 italiane tra i diciotto e i cinquanta anni, intervistate via mail dai sessuologi Roberto Bernorio e Milena Passigato emerge un quadro, inedito e in parte inatteso: oggi le donne italiane si sentono libere di sperimentare la propria sessualità, senza moralismi, ma le emozioni restano il vero motore del piacere e di una relazione sessuale soddisfacente. L’indagine è raccolta in un saggio in uscita per Franco Angeli, “Il piacere al femminile. Miti e realtà della funzione orgasmica della donna”.
Da questa indagine, alla quale hanno risposto soprattutto donne di livello sociale medio alto, in grande maggioranza eterosessuali, e impegnate in una relazione anche se non sposate, emerge un’immagine di donna consapevole e matura, “che conosce il proprio corpo e cerca il piacere senza imbarazzi”.
Oggi, l’uso di internet (i questionari sono stati inviati via e-mail) offre maggiore intimità e aiuta ad affrontare senza imbarazzo temi molto personali come, appunto, l’orgasmo, concetto elusivo per definizione: provare a descriverlo a chi non l’ha mai provato, scriveva nel 1998 lo scrittore Stanley Thomas, è come spiegare l’arcobaleno a un non vedente. Ma il 92% delle intervistate sente di poter affermare che sì, ha provato un orgasmo. Anche se le strade per arrivarci possono essere varie.
“Il pregio di questa ricerca è che conferma alcuni elementi che emergono dalla nostra pratica clinica, e che non trovavano riscontro in letteratura”, osserva Bernorio. L’indagine infatti conferma che una donna su due non riesce a raggiungere l’orgasmo con la sola penetrazione, ma ha bisogno di stimolazione clitoridea. Oggi però le antiche diatribe sui due diversi orgasmi – clitorideo e vaginale – lasciano il campo un punto di vista più aperto, meno rigido: “Ogni orgasmo è un’esperienza molto personale e mutevole, che non è facile classificare”, spiega Passigato.
“Quello che emerge dalla ricerca è che non esistono orgasmi di serie A e di serie B, ma una serie di varianti fisiologiche e percettive che rientrano nella normalità”, tanto che le preferenze delle intervistate appaiono equamente divise: un terzo delle donne sostiene di preferire l’orgasmo vaginale, un terzo quello clitorideo mentre le restanti non esprimono differenze di gradimento. La novità, semmai, è che accanto alle variabili legate alla stimolazione clitoridea, diretta e indiretta, emerge il rapporto anale, vecchio tabù ormai sdoganato dal 52% delle intervistate, che afferma di averlo sperimentato.
Anche l’autoerotismo gioca un ruolo importante nel definire il piacere sessuale, “anche se in genere se ne parla poco come se alle donne non interessasse molto”. E invece, l’84% delle intervistate afferma di essersi masturbata almeno una volta nella vita, nel 50% dei casi prima dei quindici anni, e l’88,3% del campione riesce a raggiungere sempre o quasi un orgasmo.
Nella maggior parte dei casi, in meno di cinque minuti, sfatando un altro mito, quello della “lentezza femminile”, l’idea insomma che una donna abbia bisogno di più tempo di un uomo per eccitarsi. Anche se per le intervistate la masturbazione è un’esperienza soddisfacente, viene praticata meno di una volta al mese per circa la metà del campione.
Come se le donne distinguessero tra soddisfazione pura e semplice e sessualità relazionale, preferendo nettamente quest’ultima. Si spiega così anche i giocattoli sessuali – soprattutto vibratori, ma anche oli da massaggio o lubrificanti – vengano spesso utilizzati in compagna del partner. In qualche modo, il cuore “resta l’afrodisiaco per eccellenza” scrive Willy Pasini nella prefazione del volume. E l’appagamento femminile passa attraverso un’integrazione tra piano fisico, emotivo e relazionale.
“Oggi si tende a pensare che anche le donne vivano la loro sessualità con un certo distacco. Invece, a giudicare dalle risposte a questa indagine, vediamo che il sentimento ha un ruolo importante”, osserva Bernorio. Più delle famigerate dimensioni: il 62% delle intervistate sceglie come elemento fondamentale per una relazione sessuale soddisfacente il coinvolgimento emotivo, mentre solo il 7,3 mette al primo posto le “misure”.
Ai loro compagni, insomma, le donne chiedono di preoccuparsi meno della propria anatomia, e più di come si relazionano con la partner. Tanto che, quando il resto funziona, il fatto che qualche volta il culmine del piacere non arrivi non crea grossi problemi: il 73% delle donne osserva che non è indispensabile raggiungere l’orgasmo perché un rapporto sia soddisfacente. E anche le difficoltà sessuali, quando ci sono, nascono più che altro dalla difficoltà di lasciarsi andare, da una mancanza di fiducia e intimità: sono le motivazioni fornite dal 60% di quante non riescono a raggiungere l’orgasmo se stimolate dal partner.
Lo studio conferma che la sessualità femminile è più complessa e mutevole rispetto a quella maschile. E anche lo studio dell’anatomia genitale delle donne è appena agli inizi, sembra destinato a riservare ancora sorprese, “anche se abbiamo fatto grandi progressi – ricordano gli autori – dai tempi in cui i manuali di anatomia non menzionavano neanche la clitoride”.
“Il messaggio che arriva da questa indagine – osserva Bernorio – è che non siamo macchine, le nostre esigenze sessuali si modificano con le diverse fasi della vita, seguono il nostro umore, reagiscono a quello che succede intorno a noi”.
Per questo i sessuologi consigliano di prestare attenzione al “desiderio responsivo”: “è vero che a molte donne succede di avere rapporti senza desiderarli davvero, per accontentare il partner – conclude Bernorio – però sappiamo che anche una donna che in quel momento non si sente interessata al sesso può cambiare idea se corteggiata e sollecitata in modo adeguato: con effetti decisamente positivi sul benessere della coppia”.
L’organo sessuale più importante in fondo, come sostiene Woody Allen, resta quello che abbiamo tra le orecchie.

Fonte: L’Espresso del 16 dicembre 2016

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