Cos’è la Sex Therapy

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Cos’è la Sex Therapy
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La “Sex Therapy” è una forma di psicoterapia breve specifica per il trattamento dei disturbi psicosessuali che si possono sommariamente dividere in:

  • Maschili (disfunzione erettile, eiaculazione precoce o ritardata, disturbo del desiderio sessuale ecc.)
  • Femminili (anorgasmia, vaginismo, disturbo del desiderio sessuale, ecc.).

Le coppie che vivono queste disfunzioni possono così incorrere nei cosiddetti “matrimoni bianchi” cioè quelli non consumati, che spesso si mantengono tali per anni, sostenuti da difficoltà psicologiche (paure, ansie, insicurezze) associate e incrociate fra i due partners. A tale proposito ho trovato molto interessante la coniazione del termine “erotema” (Fornari, 1975), che ho trovato riportata nel testo “Perché la sessualità?” di A. Imbasciati. Fornari definisce l’erotema come “unità semantiche, di comunicazione affettiva, che veicolano il messaggio erotico e sono codificate e decodificate, nell’emissore e nel ricevente, a livello primario, per lo più inconscio.” Sarebbe ora fuorviante soffermarmi su questo tema, ma non mancherò di riprenderlo in futuro.
La comprensione e il superamento delle difficoltà sessuali individuali e della modalità comunicativa instauratasi tra i partner, necessita di essere associata a una terapia di coppia volta al superamento delle difficoltà relazionali presenti nella coppia e che sostengono o mantengono il disturbo stesso.

La “Sex Therapy” agisce in tre specifici ambiti:

  1. Cognitivo: ha l’obiettivo di rendere il paziente consapevole dei meccanismi che sono alla base del disturbo ed elaborare strategie risolutive davvero efficaci, diversamente da quelle fin’allora autonomamente messe in pratica e che finivanoper mantenere il problema.
  2. Relazionale: tende a risolvere, se esistono, conflitti nella coppia o incomprensioni o atteggiamenti di fatto non collaborativi da parte del partner proponendo nuove dinamiche relazionali di tipo cooperativo ed una comunicazione maggiormente efficaci per l’intesa di coppia. Il sintomo potrà essere elaborato dalla coppia perdendo gran parte della sua potenzialità di creare tensioni all’interno della coppia stessa. Potranno essere eliminati giochi di potere anche mascherato che rendono squilibrata la relazione sostenendo il sintomo stesso.
  3. Comportamentale: sono le proposte pratiche di compiti da svolgere anche a casa individualmente e in coppia, che favoriscono il rapporto con se stessi, con l’altro sia in ambito sessuale che non, a seconda dello specifico disturbo presentato dal, dalla o da entrambi i pazienti. Solitamente, dopo averli imparati e messi in pratica col terapeuta, i compiti vengono svolti a casa al fine di offrire un campo pratico di allenamento sereno, rilassante e ripetuto.

La “Sex Therapy” è oggi intesa come un approccio olistico indirizzato al superamento di alcune problematiche sessuologiche in cui la componente psicologica gioca un ruolo prevalente anche se non unico: oggi siamo certi, infatti, che il modo migliore, e forse l’unico, per superare le disfunzioni sessuali, sta proprio nell’approccio olistico, e quindi nel considerare tutti gli aspetti del problema e del paziente.
Da un punto di vista prettamente psicologico, in questi disturbi si crea uno stato ansioso tale da non permettere, di solito, una condizione di abbandono e di naturalezza che sono, invece, elementi indispensabili per partecipare pienamente a tutte le fasi dell’atto sessuale, riuscendo a godersi le emozioni ed il piacere che il contatto e lo scambio amoroso sono in grado di produrre. E’ proprio questa ansia che gioca un ruolo inibente sulla componente eccitatoria dell’atto sessuale inducendo uno stato di allarme, di preoccupazione e di paura che comporta alcune serie difficoltà, come ed esempio:
contrasta il meccanismo vasodilatatore degli organi genitali sia nell’uomo che nella donna impedendo l’accesso alla fase eccitatoria: ne consegue una disfunzione erettile per l’uomo o una ipolubrificazione per la donna;
contrasta quello stato di lucidità percettiva del piacere indispensabile per innescare il meccanismo di controllo del momento orgasmico. Si vanifica, così, la capacità di raggiungimento dell’orgasmo nei modi e nei tempi compatibili con il reale coinvolgimento emozionale che accompagna l’atto sessuale.

Partendo dall’analisi della condizione psicologica di chi vive tali disturbi sessuali il terapeuta, mettendo insieme acquisizioni sessuologiche, cognitivo-comportamentali, tecniche di rilassamente ed esperienza, adegua la tipologia di trattamento, breve ma specifico ed efficace, in grado di dare risultati sorprendenti a volte anche in poche sedute.
Pertanto, l’obiettivo del trattamento sarà di favorire la consapevolezza delle proprie capacità, conoscendo meglio se stessi, il proprio funzionamento da soli e in presenza del partner; suggerire modi di utilizzo del pensiero in modo positivo, su di sé e sulla relazione; potenziare il livello percettivo mettendo il soggetto nella condizione di provare piacere; superare la tensione emotiva che accompagna ogni tentativo infruttuoso di atto sessuale e che spesso si traduce in pensieri negativi su se stessi e sul partner.
Per sottoporsi ad una “terapia sessuale”, di solito, ci si rivolge al sessuologo, che all’occorenza potrà collaborare con altri psicologi specializzati in altri ambiti. Nel corso delle sedute vengono affrontate le problematiche esistenti, offrendo il supporto terapeutico necessario al soggetto per il superamento degli atteggiamenti psicologici che sostengono il disturbo e prescrivendo per casa dei compiti da compiere nell’intervallo fra le sedute e che verranno ridiscussi insieme nella seduta successiva.
Il coinvolgimento della coppia è determinante per la qualità del risultato. I pazienti si trovano da subito meglio nel percepire le sensazioni fisiche imparando a goderne e contemporaneamente acquisiscono la capacità di calibrare le proprie reazioni all’intensità delle sensazioni stesse. E’ così che cominciano o ricominciano a “vivere il piacere”, ad abbandonarsi, a godere sempre più pienamente del contatto sessuale, superando il blocco provocato dalla paura e dal senso di inadeguatezza.

 

di Olga Paola Zagaroli

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