Che Cavolo!

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Che Cavolo!
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L’ingrediente protagonista della prima ricetta della rubrica Food Crossing è un ortaggio che non dovrebbe mai mancare sulle tavole d’ inverno, le cui proprietà sono particolarmente benefiche per la salute e per la dieta: il cavolfiore!
Molto diffuso in Italia, il cavolfiore fa parte della famiglia delle crocifere, insieme ai broccoli, ai cavoli e ai cavoletti di Bruxelles, e più nello specifico alla varietà Brassica Oleracea.
Il suo nome deriva dal latino “caulis” (cavolo) e “floris” (fiore).  E’ infatti così che si presenta, con un fusto di circa 15 o 20 cm di altezza e con delle foglie dalle varie tonalità del verde, più grandi all’esterno, che circondano il vero e proprio frutto.
Ortaggio tipico della stagione invernale,  periodo in cui la qualità è migliore e il prezzo notevolmente inferiore (anche se oramai è possibile trovarlo tutto l’anno), il cavolfiore va acquistato quando si presenta con la testa ben soda e compatta, di un bel colore bianco o violaceo, a seconda della varietà scelta, e con le foglie di colore verde brillante. È opportuno evitare di acquistarlo quando presenta macchie scure o segni di fioritura.
Testimonianze archeologiche dimostrano che il cavolfiore è conosciuto da circa 2.500 anni e che in Egitto veniva coltivato 400 anni prima di Cristo.  Già dai tempi antichi venivano infatti apprezzate le sue qualità nutritive ed officinali che lo rendono oggi un alimento sano ed equilibrato.
La presenza di Calcio, Potassio, Zolfo, Iodio, Ferro e Fosforo, nonché di vitamine A, B1, B2, C, K, PP e Acido Folico, rende infatti questo ortaggio particolarmente benefico ed energetico.
Inoltre, tra tutti i componenti della famiglia dei cavoli, il cavolfiore, per la presenza di acido citrico e acido malico, è il più digeribile.

Curiosità:

Il cavolfiore durante la cottura emana un odore molto forte; è possibile ovviare a questo inconveniente aggiungendo un po’ di mollica di pane bagnata con aceto nella padella.

Insalata di Rinforzo

Inauguro la bacheca del Food Crossing con un piatto tipico della tradizione natalizia napoletana che non manca mai nelle case campane e sulle tavole allestite per il cenone della Vigilia di Natale: l’insalata di rinforzo. Della ricetta sicuramente incuriosisce il nome: perché questa insalata si chiama “di rinforzo”? Ci sono diverse spiegazioni.
Una delle tradizioni vuole che questo piatto, preparato per il cenone della Vigilia di Natale, venga di giorno in giorno “rinforzato” per integrare quello che viene consumato, fino alla Vigilia di Capodanno.
Altri vogliono che la definizione “di rinforzo” sia dovuta al fatto che uno degli ingredienti fondamentali della ricetta sia l’aceto che appunto rafforza il sapore del piatto.
La terza e ultima versione è che questa speciale insalata veniva usata per rinforzare la cena della Vigilia che secondo la tradizione popolare doveva essere di magro e per questo tutta a base di pesce.
Come ogni ricetta tradizionale che si rispetti anche per l’insalata di rinforzo esistono diverse varianti e ogni famiglia ha la propria, io vi propongo la ricetta di mia nonna.

Ingredienti:

  • Cavolfiore – 1 medio
  • Olive nere di Gaeta – 100 gr
  • Olive verdi – 100 gr
  • Acciughe sott’olio
  • Sott’oli
  • Papaccelle – 100 gr
  • Aceto – q.b.
  • Olio Extravergine d’Oliva – q.b.
  • Sale – q.b.

Procedimento:

Dividete il cavolfiore in tante piccole cime e lessatele in acqua bollente salata. Fatele cuocere per circa 10 minuti (le cime dovranno essere cotte ma ancora croccanti), scolatele ancora al dente e ponetele a raffreddare in uno scolapasta.
Una volta che le cime di cavolfiore si saranno raffreddate sistematele in maniera ordinata su un piatto da portata e guarnite con, acciughe private della lisca e tagliate a metà, olive nere di Gaeta, olive verdi, sott’oli (giardiniera) e papaccelle.
In una ciotola a parte preparate un’emulsione con 4-5 cucchiai d’olio e 3 di aceto, che andrete poi a versare con un cucchiaio sull’insalata di rinforzo. Servite a temperatura ambiente.
Buon appetito!

di Anna Maione

 

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