La Lombalgia

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La Lombalgia
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La chiropratica si occupa della cura e della prevenzione dei disordini muscolo-scheletrici che interessano il corpo umano e visto che il detto “prevenire è meglio che curare” vale anche per la colonna vertebrale, anche quest’anno nel mese di ottobre, considerato “il mese della prevenzione”, sara’ possibile parteciapare all’iniziativa della settimana della chiropratica.
Durante le ultime 2 settimane di ottobre, e precisamente dal 20 al 24 e dal 27 al 31, sara possibile effettuare check up e controllo gratuito della schiena e di tutto il sistema muscolo-scheletrico presso il mio studio.
Nello scorso articolo ho parlato della cosiddetta cervicale che insieme alla lombalgia rappresenta una delle patologie muscolo-scheletriche più comuni. Entrambi queste patologie possono avere benefico dai trattamenti chiropratici ritardardandone il sorgere o il peggioramento, ragion per cui questo mese l’argomento trattato è la lombalgia.

Lombalgia

Con il termine lombalgia s’intende l’infiammazione della parte inferiore della schiena: in particolare le vertebre lombari, l’articolazione sacro-iliaca, il sacro e il coccige. Spesso si presenta con un dolore particolarmente intenso e con un senso di estrema rigidità lungo tutta la regione lombare.
L’80% delle persone soffre almeno una volta di disturbi alla schiena che possono essere riconducibili ad una disfunzione del sistema muscolo scheletrico. Anche se bisogna sottolineare che la presenza di patologie viscerali, addominali o pelviche può riferire dolore nella regione lombare e lombosacrale.
Il mal di schiena è un sintomo non una malattia e spesso i problemi, se di origine meccanica, sono causati dall’alterazione della normale mobilità e funzionalità della colonna vertebrale. La schiena è una struttura complessa fatta di 33 vertebre, più di 30 muscoli, numerosi legamenti, molteplici giunture e dischi intervertebrali. Quindi, sono molte le strutture che possono causare fastidi se sono lese o colpite.
La lombalgia acuta, conosciuta come “colpo della strega”, è caratterizzata da un tipo di dolore causato da una lesione di queste strutture anatomiche accompagnata da fenomeni infiammatori. L’infiammazione e il dolore fanno parte del processo di guarigione e cessano, quindi, a guarigione completata.
La lombalgia cronica, invece, è un dolore sordo e costante che si prolunga senza interruzione per almeno 6 mesi alternando momenti di miglioramento e di peggioramento. Le cause del mal di schiena cronico sono associate a fattori bio-psico-sociali, ossia all’intersecarsi di elementi biologici, psicologici e sociali. Il fattore biologico riguarda le strutture anatomiche da cui nasce il dolore, quello psicologico è una conseguenza della perdita di autonomia e di movimento mentre il fattore sociale si riferisce alla perdita di abitudini e stili di vita che questi ultimi possono comportare.
La lombalgia come sopra accennato ha molteplici cause. L’apparato muscolo-scheletrico è principalmente colpito su vari livelli: quello meccanico (faccette articolari, capsule, legamenti), quello muscolare (lombo-sciatalgia) e quello legato al disco intervertebrale (discopatia). Naturalmente tutte queste componenti sono collegate tra di loro per cui ogni livello non può essere considerato a se stante, quindi ogni intervento non può essere isolato alla singola struttura, ma deve considerare tutte le componenti biologiche (muscoli, legamenti, vertebre e dischi) e non ultimo fattori psicologici e sociali.

Fattori meccanici

Le faccette articolari delle vertebre (articolazioni zigoapofisarie) sono protette dalla capsula articolare e lubrificate dal fluido sinoviale. Quando sono sottoposte a traumi (movimenti sforzati, e bruschi della colonna quali cadute, rotazione del busto, sollevare pesi senza riscaldamento) o se i muscoli intorno ad esse non sono tenuti in allenamento (troppo tempo seduti o in piedi) basta un piccolo movimento che s’irritano e s’infiammano. Quando questo avviene i movimenti si riducono e quelli permessi sono spesso dolorosi e ridotti a causa anche dello spasmo dei muscoli adiacenti. Tutto ciò si traduce spesso nell’assumere una posizione antalgica, in altre parole lo spostamento del tronco dalla parte opposta al dolore. Il dolore acuto a livello del rachide è quindi un segnale d’allarme per un’avvenuta lesione, una reazione di difesa, uno stimolo a cambiare posizione che ha un ruolo protettivo e adattativo il quale impedisce i movimenti che possono danneggiare ulteriormente la colonna vertebrale.

Lombo- sciatalgia

Con il termine lombo-sciatalgia s’intende un dolore causato dal nervo sciatico che ha origine nella colonna lombare e che si estende fino ai glutei, agli arti inferiori e parte dei piedi. Si differenzia dalla lombalgia perché in quest’ultima il dolore è localizzato soltanto nella zona lombare e sacrale. La compressione del nervo sciatico può essere causato da strappi muscolari a livello paravertebrale, da contratture muscolari, da ernie del disco e da schiacciamento del disco intervertebrale.
La lombo-sciatalgia è un disturbo molto comune, dovuto allo stile di vita adottato quotidianamente (molte ore seduti in ufficio, assenza di attività fisica, posizioni scorrette), tanto che si calcola che circa il 40% della popolazione soffra o abbia sofferto di questa patologia. Questo disturbo può essere sia mono sia bilaterale, cioè può manifestarsi sia in uno sia da entrambi i lati spesso accompagnato da dolore, disturbi circolari, mancanza di forza alla caviglia e al piede e sensazioni alterate, intorpidimento e formicolio dell’arto interessato.

Discopatia

Con il termine “discopatia” s’indica la patologia che va a carico del disco intervertebrale e occorre quando i dischi della colonna vertebrale appaiono leggermente schiacciati o di spessore ridotto. Sforzi eccessivi così come posture statiche prolungate portano a continue compressioni della colonna causando una riduzione del contenuto idrico dell’anello fibroso con conseguente riduzione del suo spessore.
Durante il riposo notturno i nuclei polposi si reidratano riacquistando lo spessore originale, se però gli sforzi sulla colonna sono eccessivi e ripetuti il disco va incontro a un rapido processo d’invecchiamento e degenerazione dando origine alla discopatia.
Le conseguenze più gravi di una discopatia sono legate alla riduzione della capacità ammortizzante del disco e alla contemporanea perdita dei normali rapporti tra una vertebra e l’altra. I sintomi di una discopatia sono: dolore aggravato da piegamenti, starnuti, colpi di tosse; dolore radiante a una o entrambe le gambe con sensazione di formicolio e/o insensibilità; dolore con pendenza del tronco da un lato; riduzione della mobilità.
L’insieme di questi processi con il passare del tempo favorisce l’ernia del disco vertebrale di cui poi parleremo in un altro articolo.

Terapie e trattamento

Nella lombalgia e/o sciatica lo scopo della chiropratica è restituire l’integrità funzionale all’articolazione il cui funzionamento è alterato. Il chiropratico, dopo un attento esame neurofisiologico e un’analisi delle radiografie, riduce l’irritazione dei nervi con un aggiustamento specifico nell’area interessata, riducendo così i sintomi dolorosi e favorendo un ristabilimento più rapido. La manipolazione è un piccolo movimento preciso e indolore, esercitato su una giuntura spinale, attraverso il quale si ripristina il movimento naturale; esso apporta benefici terapeutici meccanici e neurologi, aumentando coordinazione, forza, flessibilità e resistenza della schiena.
Per ottenere risultati duraturi contro il dolore è necessario un approccio integrato di manipolazioni insieme con lo stretching per aumentare l’elasticità muscolare, e particolari esercizi attivi, utili ad aumentare il tono muscolare.

 

di Barbara Martino

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