Compressione del nervo Crurale o Lombocruralgia

1
287128
Compressione del nervo Crurale o Lombocruralgia
3.3 (65%) 8 votes

Lombocruralgia significa dolore che si estende per tutto il decorso del nervo femorale, (comunemente conosciuto come nervo crurale), dalla zona lombare alla regione inguinale, all’anca e alla parte anteriore-interna della coscia fino al ginocchio. L’esordio della lombocruralgia può essere acuto o lento e progressivo, può iniziare dopo una flessione del busto non corretta o senza un motivo apparente. Nella maggior parte dei casi i sintomi sono unilaterali, ed è molto raro un caso di lombocruralgia bilaterale.

Questa sindrome è molto simile alla lombo sciatalgia che interessa il nervo sciatico invece di quello crurale. I sintomi si differenziano nella distribuzione del dolore, perché la lombocruralgia s’irradia solo fino al ginocchio senza interessare il piede. Il mal di schiena associato alla lombocruralgia è, inoltre, meno frequente rispetto alla lombosciatalgia.

Anatomia

Il nervo femorale sorge dalle divisioni posteriori dei rami primari ventrale L2, L3, L4. Questi nervi si uniscono per formare il più grande ramo del plesso lombare. Il nervo emerge dal bordo laterale del muscolo psoas e sotto il legamento inguinale si divide in più rami all’interno del triangolo femorale: quello muscolare che innerva i muscoli quadricipite femorale, sartorio e pettineo; quello cutaneo che si estende sulla parte anteriore, mediale e laterale della coscia; il nervo safeno che decorre lungo la coscia e la gamba nella regione antero-mediale e i rami articolari che innervano l’articolazione coxofemorale.

Cause

L’apparato muscolo-scheletrico è principalmente colpito su vari livelli: quello meccanico (faccette articolari, capsule, legamenti), quello legato al disco intervertebrale (ernia discale e discopatia) e quello causato da fattori esterni (interventi chirurgici e fratture). Naturalmente tutte queste componenti sono collegate tra di loro per cui ogni livello non può essere considerato a se stante; ciascun intervento non può essere isolato alla singola struttura ma deve considerare tutte le componenti biologiche (muscoli, legamenti, vertebre e dischi) e non ultimo fattori psicologici e sociali.

Fattori meccanici

Le faccette articolari delle vertebre (articolazioni zigoapofisarie) sono protette dalla capsula articolare e lubrificate dal fluido sinoviale. Quando sono sottoposte a traumi (movimenti sforzati, e bruschi della colonna quali cadute, rotazione del busto, sollevare pesi senza riscaldamento) o se i muscoli intorno ad esse non sono tenuti in allenamento (troppo tempo seduti o in piedi) basta un piccolo movimento che s’irritano e s’infiammano. Quando questo avviene i movimenti si riducono e quelli permessi sono spesso dolorosi e ridotti a causa anche d’irrigidimento muscolare. Tutto ciò si traduce spesso nell’assumere una posizione antalgica, in altre parole lo spostamento del tronco dalla parte opposta al dolore. Il dolore acuto a livello del rachide interessato, che può estendersi dal linguine al ginocchio, è un segnale d’allarme per un’avvenuta compressione del nervo crurale da parte delle faccette articolari di due vertebre.

Disco intervertebrale

Tra una vertebra e l’altra c’è un disco intervertebrale formato da un materiale gelatinoso all’interno (nucleo polposo) e un tessuto fibroso di cartilagine all’esterno (anulus fibroso). Se il disco si danneggia il nucleo polposo interno fuoriesce causando bulging o  una protrusione, oppure può oltrepassare tutto il disco e premere sul midollo spinale creando un’ernia.

Una protrusione o un’ernia che interessa le radici nervose del nervo crurale (L2-L3-L4) può causare la lombocruralgia.

Cause esterne

Procedure pelviche (ad esempio interventi chirurgici per protesi dell’anca) che richiedono il posizionamento della gamba flessa ed esternamente ruotata per lunghi periodi possono causare compressioni del nervo femorale sotto il legamento inguinale. Le fratture pelviche e l’iper-estensione acuta della coscia possono anche provocare una lesione del nervo femorale isolato. Inoltre, il nervo può essere compresso anche per la pressione di un feto in un parto difficile.

Fattori che predispongono alla lombocruralgia

  • Piegamenti e sforzi nel sollevare pesi o nello svolgere lavori manuali intensi.
  • Posture scorrette soprattutto quando si sta seduti e si tende ad assumere posizioni di flessione in avanti.
  • Sedentarietà: aumenta la rigidità della colonna vertebrale creando atrofia nella muscolatura del tronco: paravertebrali e addominali. In queste condizioni è sufficiente un movimento semplice come alzarsi dalla sedia per danneggiare il disco intervertebrale e causare una compressione del nervo crurale.
  • Obesità: più un soggetto è pesante, maggiore sarà la pressione che esercita sulla colonna vertebrale e sui dischi.
  • Età: legata alla normale degenerazione della colonna vertebrale.

Sintomi

Il sintomo più comune è il dolore. Questo può limitarsi alla zona lombare, oppure, può interessare il decorso del nervo crurale. Nella maggior parte dei casi il mal di schiena s’irradia all’inguine e alla coscia nella regione antero-mediale.

In base alla sede esatta dei sintomi si può capire qual é la radice nervosa coinvolta, se L3 oppure L4 perché interessano una fascia corporea ben delimitata.

Il dolore si avverte durante i movimenti, in particolare durante l’estensione della schiena e della coscia perché stira il nervo.

Anche lo starnuto, la tosse e lo sforzo in bagno (manovra di valsalva) aumentano i sintomi.

Altri sintomi della lombocruralgia includono:

  • Parestesie o ipoestesie sempre dal linguine alla coscia mediale fino al ginocchio.
  • Rigidità e difficoltà nei movimenti di estensione della coscia.
  • Contratture muscolari.
  • Perdita di forza e ipotrofia del quadricipite femorale.
  • Perdita del riflesso rotuleo.

Diagnosi

Il test specifico per la lombocruralgia si chiama test di Wasserman: consiste nell’estendere l’anca e piegare il ginocchio in posizione prona. Questa manovra mette in stiramento il nervo crurale, se riproduce i sintomi il test è positivo.

La diagnosi differenziale si fa considerando che i sintomi potrebbero essere causati da:

  • Fratture o crolli vertebrali;
  • Neoplasie come l’osteoma, l’osteosarcoma, neurinomi, meningionmi, endometriosi oppure metastasi;
  • Disturbi muscolo scheletrici come l’artrosi dell’anca, la sindrome del piriforme, la pubalgia e la spondilolistesi che però è molto rara tra L2 ed L3;
  • Herpes zoster;
  • Patologie vascolari come l’aneurisma dell’arteria femorale.

Per la diagnosi si rivelano molto utili esami strumentali come: Radiografia, Risonanza Magnetica, Tac e gli esami di laboratorio per escludere altre patologie.

Terapia

Nella lombocruralgia lo scopo della chiropratica è restituire l’integrità funzionale all’articolazione e alle vertebre interessate il cui funzionamento è alterato. Il chiropratico, dopo un attento esame neurofisiologico e un’analisi degli esami strumentali, diminuisce l’irritazione dei nervi con un aggiustamento specifico nell’area della colonna vertebrale interessata, riducendo così i sintomi dolorosi e favorendo un ristabilimento più rapido. La manipolazione è un piccolo movimento preciso e indolore, esercitato su una giuntura spinale, attraverso il quale si ripristina il movimento naturale dell’articolazione; esso apporta benefici terapeutici meccanici e neurologi, aumentando coordinazione, forza, flessibilità e resistenza della schiena. Per ottenere risultati duraturi contro il dolore è necessario un approccio integrato di aggiustamenti chiropratici insieme con lo stretching attivo e passivo del nervo interessato, e particolari esercizi attivi, utili ad aumentare il tono e l’elasticità muscolare. Inoltre è necessaria un’adeguata rieducazione posturale volta a ristabilire una corretta corrispondenza tra rachide lombare e bacino.

 

di Barbara Martino

 

1 COMMENT

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.