Strappo muscolare

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Strappo muscolare
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Lo strappo muscolare è la rottura di una parte o di tutte le fibre muscolari e può essere parziale oppure completa. Questo è molto frequente in ambito sportivo, con un’incidenza che varia tra il 10% e il 35%, mentre è raro nei bambini e negli anziani.
Le lesioni muscolari possono essere classificate e suddivise in ordine di gravità:

  • Contratture Lesione di grado 0 – Le fibre muscolari sono contratte
  • Stiramento Lesione di grado 1 – Distensione delle fibre muscolari, ma non c’è rottura
  • Distrazione Lesione di grado 2 –
    I° stadio: rottura di poche fibre
    II° stadio: rottura di più fibre
    III° stadio: rottura parziale
  • Strappo muscolare – La rottura delle fibre interessa tutto il muscolo

Una lacerazione delle fibre muscolari, nella maggior parte dei casi, genera edema e gonfiore. Inoltre, essa può provocare una fuoriuscita di sangue che nei casi meno gravi resta circoscritta all’interno del muscolo, mentre nei casi più importanti crea un ematoma nell’area circostante. Gli strappi muscolari, spesso, si formano agli estremi del muscolo e raramente si trovano al centro del ventre muscolare.

Cause

I motivi che portano a una lesione muscolare possono essere sia interni al muscolo sia esterni.
Le cause interne più frequenti sono:

  • Squilibri muscolari
  • Postura non adeguata durante l’attività sportiva
  • Riscaldamento inadeguato
  • Basso livello di allenamento
  • Deficit di elasticità
  • Precedenti lesioni muscolari
  • Mancanza di Sali minerali
  • Scarsa coordinazione
  • Fatica causata dall’allenamento eccessivo seguito da un recupero troppo breve.

Le cause esterne più comuni dipendono dalle situazioni climatiche ambientali, come elevata umidità e bassa temperatura esterna, ma anche terreni di gioco che non consentono un’adeguata aderenza al suolo provocando l’esecuzione di movimenti non corretti.

Sintomi

Il soggetto colpito da uno strappo muscolare avverte un dolore acuto nella zona lesionata, tanto più intenso quanto maggiore è il numero di fibre coinvolte.
Nelle lesioni di primo grado il dolore è minimo, compare dopo la fine dell’allenamento e peggiora con l’esercizio e lo stretching del muscolo. Mentre il movimento e la forza rimangono quasi normali.
Nelle lesioni di secondo grado il dolore è più intenso e insorge subito, appena inizia l’allenamento. Tuttavia, gli atleti potrebbero riuscire a terminare l’allenamento o la gara senza particolari fastidi, rischiando però di peggiorare il quadro clinico.
Nelle lesioni di terzo grado si ha la rottura del muscolo o della maggior parte delle fibre. Il soggetto avverte un dolore molto intenso e si trova nell’impossibilità di muovere la parte interessata. Alla palpazione il muscolo appare rigido e contratto e nell’area lesa compare un ematoma di vaste dimensioni.

Primo intervento

La prima cosa da fare è sospendere immediatamente l’attività sportiva e immobilizzare la zona colpita, anche se il dolore avvertito è di lieve entità per non aumentare il danno al muscolo.
Dopo essersi fermati, bisogna evitare di caricare l’arto e metterlo in una posizione di riposo (posizione rialzata). Applicare immediatamente un impacco freddo (borsa del ghiaccio, spray ecc.) sulla zona interessata in modo da ridurre il flusso di sangue ai vasi lesionati (vasocostrizione), quindi rivolgersi a un medico specializzato e sottoporsi a esami strumentali per valutare la reale entità del danno.

Diagnosi

Per individuare una lesione muscolare e l’entità del danno generalmente si esegue l’ecografia muscolo-tendinea. Raramente si esegue una risonanza magnetica.

Trattamento

Le lesioni di primo grado si risolvono nel giro di 1-2 settimane. Fondamentali per il recupero sono il riposo e il trattamento a base di antinfiammatori.
Le lesioni di secondo grado prevedono, invece, tempi di guarigione più lunghi (15-30 giorni).
Per una migliore ed efficace guarigione è importante abbinare ai trattamenti di riabilitazione anche trattamenti chiropratici al fine di riequilibrare l’assetto del corpo e della colonna vertebrale poiché il dolore spesso porta ad assumere atteggiamenti posturali sbagliati che possono essere la causa di complicazioni secondarie.
Nei casi più gravi (lesioni di III grado) può essere necessario l’intervento chirurgico.

Prevenzione

Un buon riscaldamento gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione delle lesioni muscolari.
Naturalmente è importante praticare attività sportiva solo quando si è nelle giuste condizioni per affrontare lo sforzo fisico. Inoltre, scegliere un abbigliamento idoneo e se la giornata è fredda, utilizzare creme riscaldanti.
In più, non bisogna sottovalutare sintomi dolorosi di una certa importanza ed eseguire lo stretching sempre prima e dopo un’attività sportiva.

 

di Barbara Martino

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