Ipertermia Computerizzata e Termostizzata (ICT)

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Ipertermia Computerizzata e Termostizzata (ICT)
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Quest’oggi ci soffermeremo su un elettromedicale molto conosciuto dagli addetti ai lavori e che nel tempo ha visto varie evoluzioni nel sistema vero e proprio e nelle modalità applicative. Ne parleremo sottolineando in questo primo articolo le caratteristiche tecnichee gli effetti biologici, mentre nel prossimo parleremo più dettagliatamente delle modalità di trattamento e delle controindicazioni.
L’ipertermia è una delle applicazioni più recenti delle onde radio. Questo elettromedicale mira ad indurre un preciso e costante aumento di temperatura in una regione corporea ben definita; a questo fine vengono utilizzate particolari tecniche di termostatizzazione e computerizzazione.
L’ ipertermia computerizzata e termostatizzata trova la sua prima applicazione nell’ambito oncologico, successivamente altre branche della medicina l’hanno utilizzata (urologia, ginecologia ecc.). In tempi recenti ha trovato applicazione nel campo fisioterapico nel trattamento di molte patologie muscolo-scheletriche.

L’ipertermia è un complesso sistema termo-idraulico computerizzato composto da:

  • una sorgente di calore endogeno a microonde. La banda di frequenza più adatta per raggiungere la profondità desiderata è quella compresa tra 100 MHz e 1GHz, in questa banda si ottiene un’ottima penetranza della radiazione, senza incorrere in un danno da eccessivo riscaldamento;
  • una sorgente esogena costituita da un circuito idraulico ad acqua termostatizzata, cioè mantenuta ad una determinata temperatura tramite un sistema di scambio automatico, gestito a feedback. L’applicatore della sorgente esogena è detto bolus e si trova interposto tra l’emittitore di microonde e la cute. Il bolus è ripieno di acqua distillata ed additivi per facilitare il passaggio delle microonde.;
  • termometri di precisione dislocati in varie zone dell’apparato. E’ sufficiente disporre di due misurazioni distinte, una a livello del bolus, per misurare la temperatura della sorgente esogena ed una a livello della cute, per misurare la temperatura di superfice ritenuta espressione della temperatura profonda indotta dalla sorgente endogena;
  • • un sistema di controllo computerizzato. Un computer permette all’operatore di impostare i parametri più idonei al trattamento, inoltre il software fornisce un sistema automatico di termostatizzazione che modifica autonomamente lo scambio calorico nel circuito idraulico, al fine di mantenere costante le temperature indotte nei tessuti.

Parametri di trattamento

POTENZA

Questo valore è riferito alla sorgente endogena. In fisioterapia, il range consentito è 0-100 W. In realtà si utilizzano potenze comprese tra i 15 e i 70 W, che sono più che sufficienti per ottenere temperature variabili tra 40° e 42° per profondità di 3-7 cm. Il valore della potenza deve essere proporzionalmente elevato in rapporto alla profondità del tessuto. Inoltre nei sistemi di ipertermia termostatizzata, la potenza della sorgente endogena è strettamente rapportata alla potenza della sorgente esogena.

TEMPERATURA DEL BOLUS

La temperatura della sorgente esogena può essere regolata da 35°C ai 41,5°C. Nella maggior parte delle patologie dell’apparato locomotore si utilizzano valori tra 37,5°C e 39°C.

TEMPERATURA DELLA CUTE E DELTA TERMICO

La temperatura della cute è espressione della temperatura profonda indotta dalle microonde. Il software del sistema deduce la temperatura profonda di superfice, mediante un’analisi basata su algoritmi dedotti.
E’ importante conoscere la differenza di temperatura tra quella di superfice e quella del bolus, motivo per cui è nata una nuova grandezza denominata delta termico. Le temperature suddette sono espressione l’una dell’azione termica endogena delle microonde, l’altra dell’azione termica modulante esogena; se il delta termico aumenta, maggiore è la profondità d’azione ipertermica delle microonde.

TEMPO

Il tempo di trattamento può variare a causa di diversi fattori.

  1. La temperatura somministrata al tessuto è il dato che più influenza il tempo di esposizione; in generale, a valori di temperatura elevati deve corrispondere un tempo di trattamento più limitato. I tessuti sopportano molto bene temperature vicino ai 38°-40°C.
  2. I tessuti molto irrorati (muscoli) sopportano un tempo di esposizione maggiore rispetto a tessuti poco irrorati (tendini e strutture capsulo-legamentose).
  3. La fase clinica della patologia, in quanto è più breve in una fase acuta della malattia rispetto ad una fase sub-acuta e cronica.

Effetti biologici dell’ipertermia

L’ aumento della temperatura assoluta di un corpo indotta da una fonte calorica è un parametro determinante per l’attività metabolica del corpo stesso. Nel corpo umano, è bene sottolineare che l’induzione di temperature oltre i 41-42° sono dannose per diversi tessuti. Tuttavia, durante un processo di riscaldamento forzato di un organismo bisongna considerare altre variabili:

  • la rapidità dell’incremento termico;
  • il tempo nel quale viene mantenuta costante una certa temperatura;
  • il volume trattato;
  • il tipo di tessuto;
  • il riscaldamento delle regioni circostanti.

Per comprendere i fenomeni dovuti all’incremento della temperatura, si è soliti dividere il ciclo ipertermico in tre fasi:

  1. Incremento termico: la temperatura sale fino a raggiungere il valore voluto, inizialmente si assiste ad una progressiva dilatazione arteriolare e capillare, contemporaneamente vi è il coinvolgimento di alcuni meccanismi neurologici centrali come la vasodilatazione e la sudorazione. Da 37°C ai 40°C si assiste ad un incremento delle attività metaboliche.
  2. Stabilizzazione termica: il valore termico raggiunto viene mantenuto costante tramite sistemi di termostatizzazione. La perfusione ematica nei tessuti si stabilizza.
  3. Decremento termico: terminata l’erogazione di calore, lentamente la temperatura ritorna verso i livelli basali.

 

di Daniele Grieco

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