L’autismo

0
5612
L’autismo
2 (40.36%) 165 votes

P. ha 2 anni quando approda al centro per la prima volta, questo bimbo oltre ad essere così piccolo e indifeso, mi da un terribile presentimento … non mi guarda, non si gira quando lo chiamo, non cerca la mia presenza durante il gioco, quando per un attimo incrocia il mio sguardo il suo è vuoto, non mi vede. Inizio a pormi delle domande e sollecito la mamma a fare approfondimenti diagnostici. Come spesso accade i bambini che iniziano un iter terapeutico non sempre hanno una diagnosi specifica, ma capita che arrivino con delle indicazioni molto vaghe. Inizialmente non è un grande problema, visto che, si lavora principalmente sul sintomo immediato, per poi arrivare al reale problema. Dopo circa 4 anni, questo bambino ha avuto una diagnosi: disturbo pervasivo dello sviluppo, autismo ad alto funzionamento.

Che cos’è l’autismo? Come si riconosce?

Purtroppo i casi sono in crescita esponenziale. Pochi lo sanno, ma nel mondo l’autismo colpisce più di tumore, diabete e Aids sommati insieme. In Italia oltre 400 mila famiglie hanno a che fare con una persona autistica, che diventata adulta scompare e diventa un fantasma per la nostra società, che fornisce poche tutele. Un dramma sociale destinato ad espandersi perché se nel 1985 si contavano 3-4 bambini autistici ogni 10 mila nascite, oggi quel dato è schizzato a un caso ogni cento. Questo anche per le errate diagnosi del passato, quando l’autismo veniva confuso con un ritardo mentale. Autismo è una patologia che si manifesta entro il terzo anno di età, e 2 bambini su 1000 ne presentano alcuni sintomi da essere racchiusi nella definizione di spettro autistico. Le cause non sono ancora chiare ci sono varie scuole di pensiero che riconducono la patologia a disordini cerebrali, altri pesticidi sul territorio, altri mancata interazione tra madre-figlio, fattori genetici. È caratterizzato da deficit nelle aree della: comunicazione, relazione sociale, immaginazione. Inoltre può essere accompagnato da altri disturbi comportamentali. Una caratteristica evidente è l’isolamento: i bambini autistici spesso non rispondono al loro nome, evitano lo sguardo e appaiono inconsapevoli dei sentimenti altrui e della realtà che li circonda, tendono all’isolamento. Spesso compiono movimenti ripetitivi dette stereotipie motorie, per esempio: con le mani come lo sfarfallio, oppure si dondolano, ecc… la comunicazione verbale non sempre è funzionale ma caratterizzata da ecolalie, ripetizione di parole o frasi non inerenti al contesto. Inoltre possono avere comportamenti autolesionistici, azioni motorie che si concludono con un danno fisico, si fanno del male volontariamente, comportamenti tipo sono: darsi schiaffi, mordersi, pizzichi, tagliarsi, graffiarsi ecc

I sintomi

I sintomi dell’autismo compaiono spesso a 18-36 mesi, e alcuni segnali di allarme possono essere colti molto presto, sin dalla nascita. L’intervento precoce può fare una notevole differenza nel contenere i sintomi e l’impatto negativo dell’autismo: individuarlo precocemente è sicuramente un vantaggio. I genitori hanno maggiori probabilità di individuare i segni e sintomi precoci dell’autismo attraverso un preciso monitoraggio dello sviluppo dei propri figli, cercando di individuare eventuali deficit o arresti. Durante la crescita i bambini attraversano un processo in cui vengono apprese e padroneggiate abilità fondamentali (basi dello sviluppo). Queste abilità di base includono: abilità fisiche (rimanere seduti, gattonare, camminare), capacità sociali (come sorridere, giocare e imitare gli altri) e capacità comunicative (come gesticolare e parlare). Dato che il ritmo di crescita varia da bambino a bambino, ci sono dei tempi entro i quali talune abilità di base dovrebbero essere raggiunte. Comunque, se vostro figlio non ha raggiunto tali abilità nei tempi previsti, ciò potrebbe indicare un ritardo dello sviluppo da approfondire con uno specialista.
Se da un lato i deficit evolutivi non sono sempre indicativi di autismo, possono d’altra parte indicare un elevato fattore di rischio. Indipendentemente dal fatto che i problemi siano causati dall’ autismo o da altri fattori, è improbabile che i bambini che mostrano un ritardo evolutivo riescano a compensarlo durante lo sviluppo. I vostri bambini hanno bisogno i trattamenti mirati e di sostegno per sviluppare le abilità mancanti.
I seguenti deficit esigono un attenta valutazione dal pediatra del vostro bambino

  • A 6 MESI: assenza di grandi sorrisi o espressioni di gioia e calore
  • A 9 MESI: il bambino non emette suoni o non risponde ad essi, non sorride e non emette altre espressioni facciali
  • A 12 MESI: assenza di “gorgoglii” o di “baby talk”
  • A 12 MESI: il bambino non emette gesti (come puntare, tendere le braccia) e non risponde ad essi
  • A 16 MESI: assenza di parole
  • A 24 MESI: il bambino non cerca di imitare o ripetere le frasi che sente
  • A QUALSIASI ETà: qualsiasi deficit nel linguaggio e nelle abilità sociali

La maggior parte dei bambini vengono diagnosticati come autistici intorno ai tre anni. Quando l’autismo viene diagnosticato prima, il trattamento risulta essere avvantaggiato dalla notevole plasticità di un cervello così giovane.
Se viene identificato entro i 12 mesi o anche prima, un trattamento intensivo può essere in grado di ricalibrare il cervello e contenere i sintomi. I bambini così come tutti gli esseri umani sono creature sociali.
A partire da 2-3 mesi di età emettono suoni per attirare l’attenzione dei propri genitori, sorridono nel sentire una voce familiare, giocano con gli altri bambini ed imitano determinati movimenti ed espressioni facciali.
Se il vostro bambino non vi risponde, nonostante i tentativi di interagire e mostrare affetto, questo è un motivo per preoccuparsi. In presenza di almeno sette di queste caratteristiche: è opportuno un controllo diagnostico.

  • difficoltà a stare con altri bambini
  • impressione di sordità o difficoltà visive
  • difficoltà di apprendimento
  • incoscienza per i pericoli reali
  • opposizione ai cambiamenti
  • mancanza dei sorriso e della mimica
  • iperattività fisica accentuata
  • non guarda negli occhi
  • attaccamento inappropriato agli oggetti
  • ruota gli oggetti
  • persevera in giochi strani
  • atteggiamento fisico rigido

I bambini autistici inoltre hanno spesso risposte anomale ai suoni, al tatto o ad altri stimoli sensoriali, e una ridotta sensibilità al dolore, che può contribuire a determinare sintomi comportamentali, come la resistenza ad essere abbracciati.
Quando si giunge ad intraprendere una terapia per l’autismo, ci si trova di fronte ad una varietà di terapie ed approcci differenziati. Alcuni trattamenti puntano a ridurre i comportamenti problematici e a costruire abilità di comunicazione e interazione sociale, mentre altri puntano ad affrontare i problemi di integrazione delle informazioni sensoriali, a migliorare le abilità motorie, i problemi emozionali e la sensibilità ai cibi. L’importante è affidarsi a persone specializzate che aiutino il bambino su ogni area di sviluppo e supportare i genitori, insegnando loro come approcciare con il bambino.

Oggi P. ha 7 anni frequenta la seconda elementare con un buon profitto, non è supportato dal l’insegnante di sostegno a scuola, si è integrato bene con i coetanei, fa un attività sportiva 2 volte la settimana, al parco gioca con gli altri bambini cercando nuove amicizie, certo non sarà mai un campione nello sport ma sicuramente ha avuto una evoluzione migliore di come si era immaginato.

 

di Daniela Caiafa

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.