Le varie forme del Disturbo Ossessivo Compulsivo

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Le varie forme del Disturbo Ossessivo Compulsivo
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Da quando è diventata mamma, Maria vive nel terrore di potersi ammalare e contagiare suo figlio. Evita lo sporco, i germi, arriva a lavarsi le mani circa cento volte al giorno. Si lava con il sapone, poi con il disinfettante e poi ricomincia da capo, più e più volte. Disinfetta tutto, anche i vestiti, utilizzando detergenti specifici e lavaggi a gradazioni molto alte. Maria si sente tranquilla solo in alcune parti della sua casa che considera sicure e pulite. Queste aree sono vietate ai suoi familiari e perfino a suo marito.

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Federica è sempre stata una ragazza attenta e scrupolosa. Non ha mai considerato i suoi comportamenti di controllo come un problema, fino a quando non ha lasciato la casa dei suoi genitori per andare a vivere in un appartamento condiviso con altre ragazze. Nel primo periodo, Federica, prima di andare a dormire, controllava solo che la porta e il gas fossero ben chiusi. Con il passare del tempo, i rituali notturni di Federica si sono arricchiti sempre di più e la lista delle cose da controllare prima di andare a dormire si è allungata giorno dopo giorno. Ogni cosa deve essere controllata con un certo ordine: se Federica viene interrotta o perde la concentrazione deve ricominciare i suoi controlli daccapo. 

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Enrico è tormentato da pensieri indesiderati. Nella sua mente si presentano continue immagini che lo spaventano. In queste immagini Enrico fa del male a qualcuno, di solito a sua moglie, ma anche ai suoi colleghi o ai suoi amici più stretti. Enrico è molto confuso: non desidera assolutamente far del male agli altri e non capisce perché questi pensieri sono molto presenti nella sua mente. Quando questi cattivi pensieri invadono la sua mente, Enrico prega. La preghiera, però, deve essere recitata in un certo modo oppure deve essere ripetuta più e più volte.

 

Cosa hanno in comune Maria, Federica ed Enrico? Queste persone soffrono di Disturbo Ossessivo-Compulsivo.
Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (conosciuto anche come DOC) è un disturbo d’ansia caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni. Le ossessioni sono idee, pensieri, impulsi o immagini che insorgono improvvisamente nella mente della persona, causando eccessiva ansia e preoccupazione. Queste idee fisse sono ricorrenti, persistenti e vissute come incontrollabili dalla persona. Esempi di ossessioni sono pensieri come “Bevendo da quel bicchiere potrei essermi contagiata con il virus HIV”, “Potrei aver lasciato la porta aperta”, “Potrei aver investito qualcuno”.
Le persone affette da DOC cercano di fermare tali pensieri o di resistere all’impulso di eseguire determinate azioni (compulsioni), senza però riuscirvi. Le compulsioni, quindi, sono comportamenti (come controllare, riordinare, lavare) o azioni mentali (ad es. contare, recitare formule o preghiere) messi in atto per alleviare i pensieri ossessivi. La loro esecuzione porta a una diminuzione del livello di ansia sperimentato dal soggetto.
Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali perché si possa fare una diagnosi di DOC è necessario che le ossessioni e le compulsioni creino marcata sofferenza ed enorme spreco di tempo (più di un’ora al giorno), interferendo con le normali attività del soggetto, con il lavoro o gli studi e creando difficoltà nell’ambito delle relazioni sociali.
Il DOC è un disturbo molto frequente colpisce circa il 2-3% della popolazione generale. Questo disturbo può insorgere sia nell’infanzia che nell’età adulta, l’età media di esordio è intorno ai 22 anni. In genere l’esordio è graduale ma è un disturbo che, senza trattamento, tende a cronicizzarsi, anche se alternando fasi di miglioramento e di peggioramento.

Esistono diverse forme di questo disturbo, vediamo le più comuni:
DOC di controllo. In questo caso il disturbo si manifesta con ossessioni che implicano il timore che si verifichino eventi catastrofici o che qualcuno possa essere danneggiato a causa di una propria azione o omissione. Esempi tipici riguardano: controllare di aver chiuso porte e finestre di casa, il gas o l’acqua, aver spento gli elettrodomestici.
DOC di lavaggio e pulizia. Le persone che soffrono di un DOC di lavaggio e pulizia sono ossessionate dalla paura di essere contaminate da sporco, germi, virus o sostanze sconosciute. In risposta a queste ossessioni lavano eccessivamente le mani, o altre parti del corpo, fanno lunghe docce o puliscono la loro casa per ore e ore. Molto spesso, per evitare il contatto con sostanze contaminanti, chi soffre di DOC di lavaggio e di pulizia può arrivare a chiudere alcune stanze della sua casa, rifiutarsi di toccare altre persone o di raccogliere le cose che cadono sul pavimento.
DOC da accumulo. Il soggetto affetto da questa tipologia di disturbo tende ad accumulare e collezionare oggetti insignificanti (es. giornali, pacchetti di sigarette vuoti, bottiglie vuote, confezioni di oggetti o di alimenti) ossessionati dalla preoccupazione che “un giorno o l’altro” questi oggetti potrebbero servire. Le persone con DOC da accumulo non riescono a buttare via niente e le “collezioni” possono arrivare a occupare gran parte della casa rendendola invivibile per la persona e per i suoi familiari.
DOC da ordine e simmetria. In questo caso il disturbo si manifesta come un’estrema intolleranza al disordine o all’asimmetria.
Tutte le cose intorno alla persona devono essere poste in modo allineato, simmetrico, seguendo delle precise regole (es. dimensione, colore, ecc. ). Quando le cose sono percepite come asimmetriche o in disordine, la persona con DOC da ordine può impegnare anche molte ore per riordinare. Queste persone notano subito se qualcosa viene spostato e possono agitarsi molto se le cose non sono disposte secondo il loro ordine.
Ossessioni pure. La persona sperimenta pensieri e immagini involontari, intrusivi e orribili che determinano pericolo o danno per gli altri o per se stesso. Alcuni pensieri tipici sono: paura di aggredire qualcuno, di essere pedofilo, tradire il partner, bestemmiare, compiere azioni blasfeme, offendere persone care, gridare oscenità ecc. Il pensiero diventa fonte di estrema ansia perché la sua presenza è interpretata come segno di essere realmente aggressivi, pedofili, perversi, blasfemi o violenti. Spesso come questi pensieri sono accompagnati da un dialogo interiore rassicurante o da un continuo controllo interno delle proprie azioni, che rappresenta un tentativo di soluzione al disagio attivato dall’ossessione.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale è, a oggi, il trattamento di prima scelta per questo disturbo. La terapia è finalizzata a breve termine a ridurre la quantità e la frequenza dei sintomi e, più a lungo termine, a rendere il soggetto meno vulnerabile ai temi e ai meccanismi cognitivi che hanno contribuito alla genesi e al mantenimento del disturbo.

 

di Luisa Buonocore

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