Preparazione e forma atletica. Quanto conta la salute nello sport?

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2020
Preparazione e forma atletica. Quanto conta la salute nello sport?
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Esistono tre modi essenziali di allenarsi: per migliorare la performance, per prevenire gli infortuni, per curare gli infortuni.
La sfida consiste nel perseguire i primi due per evitare
il terzo…

L’infortunio, nemico numero uno di qualsiasi atleta, e anche di qualsiasi società sportiva, può tranne nei casi accidentali, essere prevenuto.
A questo fine, i tre punti focali della moderna preparazione atletica possono racchiudersi in:

  • raffinata programmazione dell’allenamento,
  • un parallelo e sistematico allenamento di tipo preventivo,
  • una costante valutazione dei decision makers che ci consentono di avanzare previsioni in anticipo.

Atleta predisposto? Età cronologica e biologica? Calendario agonistico pressante? Accidentalità dei casi? E tutto quanto si possa dire per nascondersi, è assolutamente vero!
Ma proprio per questo è necessario sfoderare un livello senza precedenti di competenze, strategie ed intelligenza nell’applicazione dei modelli di allenamento.

L’allenamento deve necessariamente essere “Ecologico”, ovvero deve far ottenere il massimo dando il minimo … sapete che addirittura spesso è il contrario? E non stiamo scherzando. Le risorse dell’atleta sono limitate, la biologia lo ha insegnato all’economia la quale lo sta reinsegnando alla biologia. Su questo fondamento biologico, la gestione del recupero e l’individualizzazione del lavoro sono altamente strategici.

E allora?
Atleta predisposto? Si attaccano con intelligenza le sue disfunzioni rimodellandole e sfruttandone anche i punti di forza derivanti dall’adattamento specifico su di esse.
Età cronologica e biologica? La tutela dell’atleta nel tempo passa per il continuo tentativo di avere un’età biologica più bassa di quella cronologica, per il perseguimento della sua salute post-agonistica, per l’insegnamento di una cultura sportiva e del movimento che lo veda in trincea per tutta la vita.
Calendario agonistico pressante? Programmazione intelligente delle strategie di allenamento, individualizzazione di lavoro/recupero, cultura del: “meglio senza di lui oggi ma sano domani”.

Accidentalità dei casi? Sfida continua verso l’unica variabile incontrollabile ma quantomeno “riducibile” tramite un parallelo modello di allenamento preventivo basato specificatamente, sulla storia degli infortuni dell’atleta e genericamente dello sport praticato.
A causa dell’infortunio, tanti fra gli atleti più o meno famosi, agonisti di tutte le età impegnati nelle varie discipline, si trovano costretti a interrompere bruscamente, magari a tempo indefinito, la propria attività. Per non parlare di quanti, appesa l’attività sportiva al chiodo, si ritrovano come relitti in condizioni peggiori di chi è rimasto sempre sedentario.

Una domanda davanti allo specchio dobbiamo porcela: ma è sempre colpa di qualcuno o di qualcos’altro?
Le variabili sopra descritte associate ad una capacità degli allenatori e dei preparatori atletici non sempre all’altezza dei compiti assegnati, giocano a sfavore anche dei più grandi campioni, che non sono di certo indistruttibili.
Costruire in simbiosi vittorie e integrità di un’atleta è un processo complesso, da non sottovalutare e da innovare costantemente.

Enrico Guerra
Direttore della divisione scientifica, ricerca e sviluppo ELAV
www.elav.eu

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