Decurtazioni punti patente? E’ reato indicare un falso nominativo

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Decurtazioni punti patente? E’ reato indicare un falso nominativo
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Capita spesso che non pochi automobilisti, quando sono in procinto di vedersi “azzerati” i punti sulle proprie patenti di guida, ricorrano alla malsana abitudine di indicare alle autorità competenti falsi nominativi, molte volte di familiari non più abili alla guida, per sottrarsi alla sanzione accessoria del cd. taglio-punti patente.
Fornire però il nominativo di un altro soggetto come guidatore dell’autoveicolo oggetto di contestazione può causare problemi seri con la giustizia trattandosi di un illecito penale previsto e punito dall’art. 483 CP.
Integra, difatti, il reato di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico (punito con la reclusione fino a due anni) la condotta dell’intestatario del veicolo sanzionato per violazioni del codice della strada che indichi un falso nominativo come guidatore dell’autoveicolo sanzionato per sottrarsi alla decurtazione dei punti patente.
E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione che con la sentenza n. 46326/2013 ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato da una donna romana avverso la sentenza di condanna della Corte di Appello di Roma che le aveva inflitto una pena di mesi 2 di reclusione in ordine al reato di cui all’art. 483 CP, assolvendola tuttavia dall’addebito ex art. 640 CP (reato di truffa).
Più precisamente l’imputata dopo aver ricevuto alcune multe ed estinto le relative sanzioni, aveva pensato bene di fornire alla Polizia Municipale di Roma, nel modulo allegato insieme alle contravvenzioni, gli estremi del suo collaboratore domestico dichiarando che all’atto dell’accertamento delle infrazioni al codice della strada fosse costui a trovarsi alla guida dell’autoveicolo sanzionato.
Il soggetto indicato dalla donna, che effettivamente si occupava in quel periodo, dietro compenso, di accompagnare a scuola i figli della stessa e di andarli a riprendere, utilizzando l’auto della stessa donna, si era visto, quindi, a sua insaputa recapitare le conseguenti comunicazioni attestanti la decurtazione di punti dalla sua patente di guida a seguito di accertati illeciti amministrativi.
Tuttavia l’uomo aveva prontamente palesato la propria estraneità agli addebiti contestatigli dimostrando che le infrazioni erano state commesse in zone della città ed in orari non compatibili con le incombenze che egli normalmente curava per conto della propria datrice di lavoro smentendo così quanto dalla stessa dichiarato. L’inganno, palesemente scoperto, è costato, quindi, alla bugiarda donna una denuncia penale ed una conseguente condanna penale.
Attenzione, quindi, a non fornire, in caso di violazioni del codice della strada, falsi nominativi addossando ad altre persone la decurtazione dei punti-patente soprattutto quando quest’ultimi siano all’oscuro di quanto da voi dichiarato o quando siano persone che, oramai, specie per via del decorso degli anni, hanno perso ogni possibilità di mettersi al volante.
Trattandosi difatti di un illecito penale ciò potrà comportarvi guai seri con la giustizia e spiacevoli condanne penali.

 

di Valerio Massimo Aiello

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