Come nacque il vischio

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Come nacque il vischio
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Si racconta che su un alto monte
viveva da solo un vecchio mercante,
taccagno, sordidamente avaro
che adorava solo il dio denaro.

Aveva anteposto l’avarizia
ad una salutare amicizia,
in piena notte, e non era raro,
si alzava per contarsi il denaro.

La sua specialità era l’imbroglio
e lo faceva anche con orgoglio
e se rovinava la povera gente,
non gliene importava proprio niente.

Insomma un incallito farabutto
che la gente spogliava di tutto,
nel frattempo lui accumulava
e il suo tesoro si controllava.

Presso un Natale il nostro mercante,
sistemato bene il suo contante,
una sera non potendo dormire
prese la decisione di uscire.

Essendo però poco abituato,
rimase parecchio impressionato,
udiva canti di bambini, suoni
e risate da tutte le direzioni.

Soffermandosi poi su quell’ascolto
il nostro mercante s’incuriosì molto,
in strada non c’era anima viva
ma quel frastuono sì che lo sentiva.

Poi si sentì chiamare per nome,
lui non capì ne il perché ne come,
ma ciò che per lui era poco bello,
quella voce lo chiamava fratello.

“Aiutami, fratello, dammi una mano”
-diceva la voce, vicina ma lontana-
ho i figli piccoli da sfamare,
sono malato e non so come fare”.

“Non ho parenti, amici –disse tra se-
eppur mi chiamano, mi chiedo perché”,
poi con la testa da dubbi invasa,
decise di tornarsene a casa.

Si rimise a letto ma non dormì,
le voci erano con lui, ancora lì,
erano voci di perseguitati,
di miseria, di bambini affamati.

Udite quelle grida di dolore
qualcosa si risvegliò nel suo cuore,
rivide così tutto il suo vissuto,
la pietà che non aveva mai avuto.

Pentito allora in maniera seria
per aver ignorato la miseria
avendo invece cumulato tanto,
si sciolse in un disperato pianto.

Le lacrime del povero mercante
che pianse in maniera imponente,
si sparsero tutte su un cespuglio
di fiori completamente spoglio.

Al mattino erano ancora là
ma con una sola particolarità,
esse eran splendenti come perle:
erano il VISCHIO, belle a vederle.

 

di Salvatore Spinelli

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