Il Cagnolino e il leone – Poesie su animali

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Il Cagnolino e il leone
Il Cagnolino e il leone – Poesie su animali
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A una mostra di belve feroci
sempre affamate e voraci,
si dice che si poteva entrare
addirittura senza pagare.

Ma solo chi in luogo del biglietto
portava un cane oppure un gatto
da introdurre poi nella gabbia
che la belva mangiava con rabbia.

Desideroso di vedere il leone,
un uomo, sfruttando l’agevolazione
raccolse per strada un cagnolino
e lo consegnò al triste destino.

Di quell’esserino, il grosso leone
poteva farne certo un sol boccone,
ma ebbe un attimo di smarrimento
perché il piccolo sembrava contento.

Del pericolo inconsapevole
il cagnolino fece lo svenevole,
ritto su due zampette lo guardava
e felice a terra si rotolava.

A quel punto invece di mangiarlo
il leone cominciò a coccolarlo,
proprio come fosse un suo leoncino
piccolo, indifeso, assai carino.

Quando portò la carne il padrone,
cosa fece il nostro buon leone,
coi denti ne strappò un pezzettino
e lo fece mangiare al cagnolino.

Fu proprio da quel momento in poi
che vissero insieme i nostri eroi,
e se il leone spalancava la bocca
voleva dire: “Guai a chi me lo tocca!”.

Accadde, infatti che un mattino
un tale riconobbe il cagnolino,
infilò il braccio per prelevarlo
e il leone l’azzannò per impedirlo.
Vissero parecchi anni felici
quei due improponibili amici
e la mostra dapprima un pò snobbata,
divenne nota e assai visitata.

Un brutto giorno la bestiola morì
ma il leone subito non lo capì
perché continuamente l’accarezzava,
lo coccolava, se lo spupazzava.

Quando capì che speranza più non c’era,
il leone sobbalzò, drizzò la criniera
e con molta forza e tanta rabbia
dava testate contro la grossa gabbia.

Per tutta la giornata si dimenò
e a calmarlo nessuno ci provò,
anzi, con quella forza di natura
c’era solo d’avere grande paura.

Quando il padrone, poco accorto
voleva togliere il corpo morto,
il felino ruggì violentemente
e l’uomo scappò immediatamente.

A quel punto lo voleva calmare
ma non sapeva proprio come fare,
così gli portò un altro cagnolino,
come l’altro, piccolo e carino.

Il leone il sostituto non accettò
e in un solo boccone se lo mangiò,
poi si distese così, pian pianino,
accanto all’amato corpicino.

Segnato dall’immenso dispiacere
non volle più mangiare né bere,
dopo cinque giorni venne la morte
seguendo del suo protetto la sorte.

Di quella incredibile storia
l’uomo conserva ancora memoria
perché ha fatto chiaramente capire
che pur le belve d’amor posson morire.

 

di Salvatore Spinelli

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