I regali nello sgabuzzino

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I regali nello sgabuzzino
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Il postino bussò ripetutamente
ma da dentro niente di niente,
poi passati parecchi istanti
una debole voce disse: “Avanti!”.

All’interno, seduto su una panca,
c’era un un vecchio dall’aria stanca
e dal modo in cui era imbronciato
della vita sembrava un pò scocciato.

Al vecchietto accanto al camino,
“Guardi che bel pacco! –disse il postino-,
certamente sarà colmo di delizie
per le prossime feste natalizie”.

Era un pacco ben confezionato
avvolto in carta con nastro dorato,
certamente chi gliel’aveva mandato
a spese non si era limitato.

“Lo metta là in quell’angoletto”
-disse apaticamente il vecchietto-
manifestando tutta la sua tristezza
e una evidente amarezza.

“Ma cosa la turba, caro nonnino?”
-amabilmente gli chiese il postino-,
il pacco sarò pieno di cose buone,
aprirlo certamente le conviene”.

“Non posso e non voglio nemmeno
-rispose il vecchio per niente sereno-
le dico anche perché se ha pazienza,
così capirà la mia sofferenza”.

“Ho una figlia che vive in città,
sposata, con ricchezze in quantità,
mentre io che vivo negli affanni
non la vedo e non la sento da anni”.

“A me che ormai son vecchio e fiacco
ogni anno spedisce un pacco
con un biglietto bello, colorito:
“Dalla tua figlia e da suo marito!”.

“A compleanni, feste o a Natale
non ricordo un invito personale,
venga a vedere nello sgabuzzino”
-disse il vecchietto al postino-.

Pacchi e pacchetti ancora legati
in esso erano accatastati
con i nastri ancora luccicanti,
eran pacchi dei Natali precedenti.

“Ma!…fece il postino allibito,
mai aperti, perché, non ho capito!”,
il vecchio, mesto e quasi con orrore
rispose: “In essi non c’è amore!”.

 

di Salvatore Spinelli

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