I dolori muscolo-scheletrici nei bambini

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I dolori muscolo-scheletrici nei bambini
I dolori muscolo-scheletrici nei bambini
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Il dolore muscolo-scheletrico è comune nel bambino e nell’adolescente, tanto è vero che si parla comunemente di “dolori di crescita”, a sottolineare la “fisiologicità” dell’evento.
Come sempre in campo medico, l’interpretazione del disturbo passa attraverso anamnesi accurata, esame clinico, ed eventuali accertamenti. Con l’anamnesi si devono cercare cause traumatiche, infettive o psichiche (richiesta di attenzione) che possono aver scatenato il dolore. Bisogna cercare inoltre di individuare: sede del dolore (nel bambino piccolo può essere estremamente difficile), tipo, esordio e durata, momento della giornata nella quale insorge, cosa lo fa passare, estensione, associazione ad altri sintomi (quali febbre, perdita di peso, eruzione cutanea, malessere, pallore).
Dall’esame clinico generale bisogna valutare lo stato di salute del bambino, mentre dall’esame articolare si cercherà di individuare se si tratta di artalgia (solo dolore) o di artrite (infiammazione con gonfiore, arrossamento, calore), o di dolori ossei, e quanti siano i distretti interessati (dolori localizzati o diffusi). In generale, se il dolore è localizzato ed improvviso, al rientro da scuola o da un gioco, occorre, prima di tutto, pensare ad un trauma.
Se il dolore localizzato è persistente o ingravescente, nonostante il riposo, l’applicazione di ghiaccio e la somministrazione di un analgesico, o è accentuato dal movimento, è necessario eseguire una radiografia per escludere una frattura o una lesione espansiva (cisti, tumore). Un caso particolare di dolore localizzato è quello di un dolore improvviso all’anca, con zoppia, in bambino fra i 2 e 6-8 anni: è il tipico quadro della “Sinovite transitoria dell’anca”, una patologia benigna a carico dell’articolazione coxofemorale; in oltre il 90% dei casi è monolaterale. L’ecografia mostra di solito versamento e ispessimento della sinovia. Normalmente il decorso clinico è buono con risoluzione entro una settimana, ma la sintomatologia può recidivare. La radiografia del bacino va effettuata solo dopo il secondo episodio, o se la sintomatologia non risolve entro 7-10 giorni, perché, in meno del 4% dei casi, un versamento dell’anca può nascondere una patologia ortopedica (Malattia di Perthes).
Dolori articolari ricorrenti possono suggerire una patologia reumatica da escludere attraverso esami ematochimici di base (VES, PCR, LDH, ALT, AST, emocromo con formula etc.) oppure problemi ortopedici, da escludere con un esame radiologico comparativo delle sedi coinvolte. Fra le cause di dolore articolare diffuso e ricorrente va considerata l’iperlassità legamentosa, una condizione fisiologica in cui i bambini presentano ipermobilità articolare. Colpisce prevalentemente il sesso femminile; i dolori muscolo-scheletrici sono dovuti al “superlavoro” cui sono sottoposti articolazioni e tendini. La Fibromialgia è un’altra condizione, comune nelle ragazze adolescenti, in cui i pazienti lamentano dolori muscolo-scheletrici diffusi, associati spesso a disturbi del sonno (insonnia, sonno agitato e disturbato), stanchezza, mal di testa, e aggravati dal freddo e dall’umidità. La pressione delle inserzioni tendinee (i 18 “tender points”) evoca in modo sproporzionato la comparsa di dolore.
I dolori della crescita sono invece dolori che generalmente si manifestano agli arti inferiori, più spesso di sera o nel cuore della notte, in bambini di età compresa tra i 3 e i 12 anni. Anche se a volte sono molto intensi, sono innocui. Di solito il dolore si verifica alle cosce, ai polpacci, dietro le ginocchia, alle caviglie, scompare al mattino, non si verifica ogni giorno e non sempre allo stesso punto. I dolori di crescita possono durare da poche decine di minuti a qualche ora. Si ritiene siano dovuti ad un’attività eccessiva durante il giorno in bambini particolarmente suscettibili. Circa il 30% dei bambini sani in età scolare può lamentare dolori di crescita. Spesso, in un bambino con dolore alle gambe, viene effettuata la determinazione del TAS (Titolo Anti Streptolisinico). Il TAS rappresenta la produzione di anticorpi da parte dell’organismo in risposta a un’infezione di un particolare germe denominato streptococco piogenes o beta emolitico di gruppo A. Il TAS elevato (anche molto) da solo non ha nessun valore e la sua determinazione, in questi casi, è del tutto inutile; spesso si genera il grave equivoco di identificare il TAS elevato con la Malattia Reumatica (che ha altri sintomi che non i dolori muscolari!) e trattare per reumatismi un bambino sano.
Un discorso a parte merita il dolore al rachide. Nella maggior parte dei casi può essere dovuto a postura scorretta durante lo studio, il gioco, l’uso del computer o la visione della TV, o al peso dello zaino contenente i libri, che non dovrebbe superare il 15% del peso corporeo. Escluse queste cause o un trauma, bisognerà considerare cause organiche, di tipo infettivo o tumorale o problemi ortopedici.

 

di Carlo Alfaro

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