Intervista sull’energia vitale al maestro spirituale Henk Janssen

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Intervista sull’energia vitale al maestro spirituale Henk Janssen
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La Medicina sta cambiando. Attraversa un momento strano. Le competenze scientifiche diventano sempre più raffinate e complesse, i farmaci e i trattamenti sempre più efficaci e mirati, la salute globale, l’aspettativa e la qualità della vita migliorano progressivamente, eppure… Eppure c’è nella gente un senso d’insoddisfazione, una ricerca di “altro”. Di qualcosa che non sia strettamente tecnico e scientifico, inequivocabilmente dimostrabile.
Una domanda di salute che riguarda l’anima più che le cellule. Per questo, da Medico, mi sono avvicinato con curiosità e rispetto, anche se con un po’ di scetticismo, a due famosi “guaritori spirituali” olandesi, Henk Janssen e Judith Michels, autori di un volume appena pubblicato in Olanda sulla loro esperienza, e ho potuto intervistare Henk grazie alla mia amica olandese Yvonne Adrianensis, padrona di entrambe le lingue.

Carlo: Qual è il rapporto tra corpo e mente, per te? La “guarigione spirituale” consiste in un miglioramento dello stato mentale, psico-emotivo, o è anche fisica, corporea?
Henk: Noi lavoriamo all’energia con attenzione anche per il corpo fisico, che rappresenta il “dispositivo” attraverso cui agisce lo spirito. In un corpo che non è sano, nessuna crescita spirituale può avvenire. Tutto è energia e tutto può essere curato energeticamente: una casa, un’azienda, una proprietà, un animale, una persone malata (fisicamente o spiritualmente).

Carlo: Come è iniziata la tua avventura nel campo dello studio dell’energia vitale?
Henk: C’è stato un momento preciso che ha portato un cambiamento nella mia vita, è stato il 21 novembre 1998, lo ricordo benissimo. Quel giorno è venuto il mio capo a farmi visita mentre ero malato. Non è venuto a portarmi i fiori o un dolce, bensì un sacco di critiche e cattiverie, e questo dopo che avevo dato tutto me stesso al lavoro per anni! Io ero malato nell’animo. La mia energia vitale era scomparsa di colpo. Come quando all’improvviso il tappo viene tirato dalla vasca da bagno e tutta l’acqua defluisce via. Ero caduto in una profonda depressione, che durò circa tre anni. Quel giorno, capii cosa mi era successo. Non ero io ad essere ammalato, era la vita che conducevo la mia malattia.
Da allora, ho intravisto sempre più punti luminosi, e soprattutto ho trovato delle persone “matte” sul mio cammino. O almeno così era il mio giudizio allora. Erano invece persone con delle qualità spirituali, doni speciali, di cui non avevo mai sentito nulla fin ad allora. Il mio burn-out è stato il fondo da cui rinascere a nuova coscienza.

Carlo: Ritieni che il mondo che vediamo non sia la realtà, ma sia condizionato dalla nostra mente, che è a sua volta il risultato delle esperienze e conoscenze personali? Qual è la strada per la reale conoscenza del mondo che ci circonda?
Henk: Il mondo che vediamo, è un mondo puramente materiale di oggetti che cogliamo come separati, non unitari. La nostra percezione è in gran parte determinata dai nostri sensi, le nostre esperienze ed emozioni, i condizionamenti e l’educazione. Mentre il mondo è in realtà un insieme pulsante di frequenze e di luce dove tutto è interconnesso in un mare di energia. Viviamo in questo momento della evoluzione dell’uomo in un mondo materialistico, in cui ci limitiamo a percepire il reale come un insieme di fenomeni puramente fisici ed isolati, senza comprendere i collegamenti che rendono ragione del tutto. Per connetterci veramente con il mondo che ci circonda, per prima cosa dobbiamo entrare in contatto con noi stessi, con la nostra coscienza. La nostra è un’epoca di crisi, di transizione, ma nel futuro cambierà tutto, perchè tutto evolve, facciamo parte di una storia in continua modificazione. Lo stato verso cui dobbiamo evolvere è una condizione di semplicità, solidarietà, amore. Avremo molto più contatto con il mondo spirituale e utilizzeremo delle abilità che ora possiamo solo immaginare, come la chiaroveggenza: sapere senza aver imparato.

Carlo: Tu pensi che il pensiero positivo possa influenzare la nostra vita?
Henk: Sono i campi energetici intorno a noi che ci influenzano (i campi energetici degli altri esseri umani, ma anche di animali, edifici, alberi, ecc). L’uomo è, potenzialmente, infinitamente più “grande” e capace di quello che vediamo oggi. La cosa più importante che una persona deve fare è prendersi particolarmente bene cura di se stessa. Guarda solo le tue qualità (nascoste), e smetti di portare l’attenzione verso l’esterno e di adorare i leader politici o della Chiesa, le stelle del cinema o gli atleti. Il vero “pensiero positivo” è guardare dentro se stessi.

Carlo: Ma come possiamo liberarci dai “pensieri tossici” cioè carichi di contenuto negativo, che inquinano la nostra vita?
Henk: Non esiste una ricetta per questo. Ma quando le persone lavorano su se stesse, curano i loro traumi, la loro energia diventa più potente. Così influenzano con la loro energia positiva i campi di energia intorno a loro, sia quelli degli esseri umani, sia degli animali, sia degli edifici. Quando le persone lavorano a curare il loro trauma, sono aiutati da anime presenti sulla terra, che sono apparentemente come gli altri uomini, ma che in realtà aiutano le persone nel loro cambiamento. Si tratta di una sorta di agenti segreti che svolgono il loro lavoro in silenzio.

Carlo: Quali campi della qualità della vita e della salute possono beneficiarsi dell’energia positiva della mente?
Henk: Non c’è settore che non ne benefichi. Quando ci rendiamo conto che siamo esseri spirituali che soggiornano temporaneamente in un corpo qui sulla terra, allora anche la malattia verrà riconosciuta come crescita dell’anima. Se siamo in grado di rinunciare all’attaccamento alla materia, possiamo iniziare a fare una distinzione tra salute spirituale e salute fisica.
Conosco persone gravemente malate e nello stesso momento molto allegre e senza paura di morire. Ci sono delle persone che sono gravemente disabili e molto felici. Ogni essere umano ha un’anima che è qui per compiere una sua specifica missione, che è raccogliere il dolore vecchio, antecedente, per trasformarlo, per ripulirlo. Sono convinto che nessuna nuova sofferenza venga creata, è la sofferenza del passato che arriva a galla per essere eliminata. Ci sono tanti anime al lavoro sulla Terra attualmente per pulire in maniera massiccia i traumi antichi, e far spazio ad una nuova epoca

Carlo: Che cosa sono i pensieri tossici? Come si riconoscono?
Henk: Tutto ciò che include giudizio in sè, in realtà è un pensiero velenoso. A mio parere i pensieri tossici possono essere mascherati. Anche dei fenomeni che sono etichettati come positivi, possono essere tossici. Così l’adorazione della Chiesa, dello Stato, dello sport e della scienza può essere tossico. E’ come riconoscere di essere guidati da una forza al di fuori di sè. Ricordiamoci invece della nostra autorità interiore. Smettiamo di cercare sempre fuori di noi. Ogni uomo è divino e dispone di una ricchezza inimmaginabile di conoscenze e capacità. Spesso non riesce (ancora) a raggiungerli perché è stato pesantemente condizionato e reso impotente. Veniamo da un periodo di migliaia di anni in cui solo la mente è stata considerata importante. Questo spiega anche la predominanza maschile nel nostro mondo.
Ora entriamo in un’epoca di sentimento e intuizione. Pensare diventerà meno rilevante, per dar spazio all’aspetto femminile del nostro sentire, fatto di immaginazione ed empatia. Logicamente ci sono delle forti resistenze al cambiamento. Se vi siete sempre fidati ed avete costruito la vostra vita sulle vecchie norme, valori e competenze, capacità, abilità, non è semplice e indolore lasciarli andare. Eppure questa accadrà, e lo farà attraverso una crisi, come è successo a me.
All’epoca, sembrava un disastro. Ora, col senno di poi, era una manna dal cielo!

Carlo: Ma è davvero possibile costruire il nostro destino, progettare il nostro domani, attraverso la forza del desiderio e del pensiero?
Henk: Costruire è un verbo che significa che ci deve essere azione. Il modo più veloce è quello di abbandonarsi, accettare che ogni cosa è. Solo così potremo raggiungere la vetta, che si identifica con la coscienza di sé.
Lo aneliamo tutti….

 

di Carlo Alfaro

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