Aiutiamo un amico abbandonato

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Aiutiamo un amico abbandonato
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Ogni anno siamo, purtroppo, ci si trova al cospetto di un importante numero di abbandoni, gatti e cani, che raggiunge il picco massimo nel periodo estivo.

Essendo a stretto contatto con volontari e, toccando con mano il fenomeno attraverso le testimonianze quotidiane forniteci da cittadini compassionevoli che, a proprie spese, si prendono cura di animali bisognosi siamo spettatori inermi al cospetto di tale problema.

Si evince che la questione è tutt’altro che in via di risoluzione. Inoltre ciò che più preoccupa è la totale mancanza di interesse da parte delle istituzioni.

Secondo una disposizione contenuta nel Regolamento di Polizia Veterinaria, ogni comune è tenuto provvedere allo stallo degli animali abbandonati, mediante la creazione di un apposito rifugio atto al ricovero e anche al primo soccorso degli animali rinvenuti per strada. Qui da noi, purtroppo, tale disposizione resta completamente inattuata in quanto le istituzioni non hanno ancora  nemmeno avviato le procedure per adempiere al regolamento, limitandosi soprattutto in periodo elettorale, a promettere la realizzazione di grandi opere senza nemmeno considerare una ipotetica destinazione per la struttura.

La realtà è che gli animali, soprattutto i cani, finiscono nei così detti “canili lager” mentre, per quanto riguarda i gatti, è triste constatare che ancora resistono vecchie superstizioni e una sorta di malevolenza nei confronti di questi animali, che sfocia in episodi deplorevoli come la mattanza avvenuta lo scorso anno nei vicoletti di Sorrento per citarne una, ma il caso e la “fantasia” dell’uomo possono anche altro.

Abbiamo le gabbie piene di gatti abbandonati, ogni giorno arrivano persone con animali ritrovati tra le braccia chiedendo aiuto.

Perché la questione dovrebbe riguardare pochi quando è di comune interesse?

Pertanto con il nostro intervento, speriamo di sensibilizzare e spronare gli organi competenti affinché rivolgano la  propria attenzione alla realizzazione di stalli adibiti quantomeno alla prestazione delle cure di primo soccorso, restando comunque a disposizione per un’eventuale ed auspicabile collaborazione tra medici veterinari pubblici, privati, volontari ed istituzioni.

 

di Adriana Pascale e Marilena Russo

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