I luoghi insoliti della Penisola Sorrentina: Vico Equense

0
3735
I luoghi insoliti della Penisola Sorrentina: Vico Equense
2 (40%) 111 votes

Da questo mese inizia un piccolo progetto primaverile che riguarderà tutti i paesi della Penisola Sorrentina con una descrizione della storia e degli antichi collegamenti utilizzati per muoversi sul territorio. Iniziamo dal comune di Vico Equense.
Molti dimenticano che è proprio da questo paese che comincia la Penisola Sorrentina. Una città con la stessa fondazione storica di Sorrento che conserva, ancora intatte, molte tracce romane e medievali.
Il suo nome deriva dal latino vicus, che indica un aggregato di case e terreni, sia rurale che urbano, mentre l’aggettivo Equense da Aequa deriva dal latino Aequus, e fu coniato dai veterani di Augusto per indicare una zona pianeggiante del territorio.
vico-equense2Sulle coste di Vico Equense, come in tutta la Penisola Sorrentina, esistevano un tempo cantieri navali per la costruzione di barche da trasporto per i collegamenti giornalieri con Napoli durante le ricche dominazioni del Sud Italia (Angioini nel 1300, Aragonesi nel 1500, ecc.), il mare era infatti la più comoda via di collegamento dato che le strade principali risalgono a molti secoli dopo, circa al 1830. Da qui è evidente l’ingegno di questo popolo, costretto da una posizione geografica sfavorevole ad inventarsi mestieri e collegamenti per poter sopravvivere ad un luogo considerato ostile. Il mare rimaneva il più vantaggioso collegamento con paesi più ricchi, più favorevoli da un punto di vista commerciale ed era considerato il sistema più comodo per poter uscire fuori dal territorio. La costruzione di barche di media grandezza, utilizzate per il trasporto di persone e cose, fu presto seguita da quella di navi a vela che solcarono, per secoli, tutti i mari del Mediterraneo fino a raggiungere le lontane terre d’America.
La vita si è organizzata, nei secoli, anche verso l’alto monte Faito che sovrasta la città. Nel Medioevo, a causa anche di numerosi attacchi dal mare ad opera di pirati saraceni, turchi e nordafricani, le popolazioni furono costrette a spostarsi verso quote superiori, dove nacquero gli attuali tredici casali che completano il territorio di Vico, costruiti intorno ad una chiesa o un convento. Le produzioni agricole di questa parte del territorio sono sempre state l’allevamento, l’olio, il vino, i prodotti caseari e gli agrumi.
è in questa parte del territorio che si snodano interessanti itinerari, attualmente percorribili,che collegavano i casali attraversando boschi di castagni e valloni lungo strade pavimentate di pietra arenaria e casolari antichi. Da Arola partono vari collegamenti con vico-equense3S.Maria del Castello, attraversando il monte Comune, oppure verso i Colli di S.Pietro attraversando il monte Vicalvano. Da Ticciano c’è ancora il collegamento, attraverso la selva, verso S.Maria del Castello da dove si puo’ procedere in direzione di Positano (le Tese) oppure verso Nocelle e Agerola (CAI 300 Tramonti – Punta della Campanella) oppure attraverso il vallone Rivanaro lungo un sentiero che giunge fino a Moiano.
Da Preazzano si sale al monte Comune intercettando il sentiero CAI 300 fino a giungere ad Arola e poter visitare la zone di Astapiana dove, un tempo, c’era l’eremo dei monaci Camaldolesi e dove parte un sentiero che giunge ad Alberi, importante punto di passaggio verso la piana di Sorrento.
La parte alta di monte Faito presenta itinerari più impegnativi come l’ascesa al monte Molare oppure il giro della Conocchia passando per le zone di Pian del Pero e della Casa del Monaco oltre a decine di tracce che si snodano nel bosco alla ricerca delle Neviere (strutture utilizzate per la conservazione e la vendita di neve ghiacciate ai paesi del golfo di Napoli nei periodi di primavera e estate) oppure di faggi secolari.
Anche il versante costiero preserva luoghi meravigliosi. Da Montechiaro parte il collegamento verso Seiano attraversando uliveti, casali antichi e strade protette da muri a secco (mangiarine).
vico-equense4Gli scorci che si presentano fino alla Marina d’Equa, raggiungibile con una suggestiva scala che parte dal centro di Seiano, regalano un senso di appartenenza e di conoscenza di un territorio così vicino e, per questo motivo, ritenuto meno importante.
Dalla marina si risale verso il centro storico di Vico Equense lungo una ripida scala in pietra fino all’edificio del primo municipio dove sono ospitati il museo archeologico Silio Italico ed il museo del Cinema. Anche un altro museo, quello mineralogico, merita una visita approfondita in quanto, oltre a migliaia di minerali conserva molti reperti preistorici e varie interessanti collezioni. Siamo nei pressi del centro storico caratterizzato dalla pianta architettonica romana, che conserva reperti storici medievali di notevole pregio come la cattedrale dell‘Assunta (1300) o il castello angioino.
Altre tracce storicamente molto importanti, in quanto hanno collegato la Penisola Sorrentina con Castellammare in epoca preromana, sono quelli che si snodano lungo le montagne attualmente segnate dalle enormi cave visibili lungo la costa.
Si parte attraversando la zona della Sperlonga, raggiungibile da via Mulini, che da S.Maria del Toro sale verso S.Francesco, dove sono ancora visibili le strutture di mulini medievali. Da S.Francesco parte un sentiero largo e comodo che percorre la traiettoria della millenaria via Minervae che, attraverso le montagne di Pozzano, giungeva fino a Castellammare permettendo il collegamento prima della costruzione della nuova statale (1830).
Un sentiero più in quota parte da Massaquano, casale del 1300, che conserva importanti elementi architettonici come la chiesa di S.Lucia dalla quale, dirigendosi verso S.Salvatore, si giunge alla zona di Trina del Monte dove, dopo aver visitato la grancia di Crapolla, la cappella di S.Maria delle Grazie e la grotta dell’eremita, si può continuare lungo il sentiero fino ad intercettare la traccia verso Pozzano.
Le zone da conoscere sono tante, ogni paesaggio racconta una storia ma, vi assicuro, che ogni itinerario vi donerà le stesse sensazioni di un viaggio intorno al Mondo.

 

di Nino Aversa

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.