Carne rossa e gravi malattie

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Carne rossa e gravi malattie
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È di questi giorni la notizia che un’alimentazione abbondante di carne bovina aumenta la mortalità

A molti nostri lettori non sarà sfuggita la notizia riportata da alcuni quotidiani, come il Corriere della sera del 23 maggio scorso, dello Studio effettuato dai ricercatori del National Cancer Institute e pubblicato su British Medical Journal riguardante l’aumento della mortalità a seguito di un’alimentazione prevalentemente ricca di carne rossa. La ricerca effettuata dagli Studiosi del National Cancer Institute in sei Stati USA e nelle aree metropolitane di due grandi città (Detroit e Atlanta) su 536.969 persone fra i 50 e 71 anni di età, seguiti per oltre 15 anni. In questo periodo sono deceduti 128.574 persone del gruppo, con una prevalenza di uomini quasi doppia rispetto alle donne.

I risultati

Un aumento della mortalità del 26% sulla media è stato associato dagli studiosi ad un maggiore consumo alimentare di carne rossa (manzo, maiale) con malattie cardiovascolari, respiratorie, diabete, malattie renali ed epatiche croniche. L’aumento della mortalità è stata ricollegata al contenuto della stessa carne rossa: nitrati, nitriti e ferro. La spiegazione secondo gli studiosi potrebbe essere nell’alterazione di meccanismi ossidativi che portano anche all’invecchiamento precoce delle cellule dell’organismo.
La controprova è stata fornita dagli sperimentatori che hanno potuto osservare come una alimentazione con prevalenza di carne bianca (pollo, tacchino) portava ad una mortalità nettamente inferiore a quella registrata per coloro che invece mangiavano la carne bovina.

Le malattie croniche

Questo studio ci ha richiamato alla mente precedenti studi, pubblicati nel 2012 su Archivio Internazionale di Medicina, 2012; 172 (7) : 555-563.
Anche allora si ipotizzava come il consumo di carne rossa fosse associato ad un aumentato rischio di malattie croniche.
Si trattava dei risultati di due Studi prospettici su 37.698 uomini dell’ Health Professionals Follow-up Study (1986-2008) e 83.644 donne dello Study Nurses Helth (1980-2008), senza alcuna malattia di base cardiovascolare e cancro. Fu dimostrato che vi furono durante la ricerca 23.926 morti (tra cui 5.910 per malattie cardiovascolari e 9.464 per cancro).
A conclusione dei lavori scientifici da questi ricercatori fu stimato che la sostituzione di una porzione al giorno di altri alimenti (pesce, pollame, noci, legumi, latticini a basso contento di grassi e cereali) era associata ad una mortalità inferiore che andava dal 7% al 19%.

Impressioni e commenti

Certamente non si può rimanere insensibili a notizie, come a quella del pericolo derivante dall’ingestione della carne rossa. Non perché tutti noi mangiamo carne di bovini tutti i giorni, ma perché di certo allorchè prendiamo una bella fettina di arrosto o di quelle carni preparate a Napoli, come il Ragù, a Firenze la Bistecca fiorentina, a Bologna la Bolognese e a Genova la Genovese, che solo a pensarci fanno venire l’acquolina in bocca, da oggi in poi queste carni potrebbero non scenderci bene in gola dal timore di quanto è stato scoperto.
Sono osservazioni queste che non mancheranno di interessare gran parte dell’opinione pubblica non solo d’Italia ma anche di tutto il mondo.
Sta di fatto però che la Medicina fa di tutto non per impressionare i cittadini ma per approfondire nella Ricerca il buon vivere e la Prevenzione ai mali, specie quelli cardiovascolari e tumorali che affliggono il modo particolare il nostro secolo. Se è difficile ancora curare certe malattie come i tumori va certamente apprezzato e giudicato bene questo lavoro dei Ricercatori. Quindi non allarmismi ma attenzione agli abusi di certe sostanze negli alimenti quotidiani.
A tal proposito va anche detto che non tutti si possono permettere di comprare e mangiare carne bovina quotidianamente e viene messo anche in risalto un aumento in questi ultimi tempi del consumo di carne di pollo e tacchino.

La carne bianca

D’altro canto, a conferma della serietà delle ricerche, abbiamo riferito come diete controllate su uomini e donne fatte a base prevalente di carne bianca (pollo, tacchino), pesce, verdure in genere, cereali, pasta, olio di oliva crudo e frutta in buona quantità (come consiglia la Dieta Mediterranea) ha ridotto notevolmente forme di malattie croniche e mortalità.
Ancora una volta la Medicina moderna ci mette in evidenza l’opera di Prevenzione che deve prevenire e accompagnare sempre quella della Cura fino a che è possibile.
Da quanto è stato detto si può concludere con molta serenità e sicurezza, alla luce delle vecchie e nuove Ricerche in merito, che la carne rossa può essere certamente mangiata, ma non in grande quantità e tutti i giorni, ma in alcuni giorni della settimana e senza alcuna preoccupazione.

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