Soffri davvero d’insonnia?

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Soffri davvero d’insonnia?
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La quantità di sonno necessaria per sentirsi riposati varia da persona a persona. La media di ore di sonno comunemente consigliata è di otto a notte. Esistono, però, persone che hanno bisogno di molte ore per sentirsi riposate, mentre per altre bastano poche ore di sonno per sentirsi piene di energia e pronte ad affrontare la giornata. Quando un soggetto dorme poco, ma si sente riposato e soddisfatto del sonno non è possibile parlare d’insonnia.
Si parla d’insonnia solo nei casi in cui la carenza di sonno causa problemi fisici e mentali alla persona, per un periodo abbastanza lungo.
L’insonnia, infatti, può essere definita come una ripetuta difficoltà a iniziare e/o mantenere il sonno che risulta di durata e/o di qualità non soddisfacente. Fanno parte dei disturbi ascrivibili all’insonnia:

  • Le difficoltà all’addormentamento;
  • Le difficoltà a mantenere il sonno;
  • I risvegli precoci al mattino;
  • Sonno cronicamente non riposante o di cattiva qualità.

Queste difficoltà comportano una serie di conseguenze che interferiscono con l’efficienza della persona nella sua vita quotidiana, arrivando a compromettere la vita lavorativa e relazionale:

  • Fatica/malessere;
  • Irritabilità;
  • Mancanza di concentrazione;
  • Sonnolenza;
  • Difficoltà di attenzione o di memoria;
  • Riduzione dell’energia;
  • Errori accidentali sul lavoro o alla guida;
  • Continua ansia e preoccupazione per il sonno.

L’insonnia può essere un disturbo situazionale o cronico. Parliamo d’insonnia situazionale quando dura pochi giorni o settimane (meno di tre mesi in ogni caso) ed è associata a eventi o periodi particolarmente stressanti, a dolore cronico o all’abuso di sostanze stupefacenti. L’insonnia è definita cronica, invece, se perdura da più tempo (almeno sei mesi) e in questo caso l’intervento deve essere tempestivo al fine di avere una prognosi migliore e più rapida.
È possibile, inoltre, distinguere due tipologie del disturbo: l’insonnia può essere considerata primaria, quando il problema del sonno non si verifica esclusivamente nel contesto di un altro disturbo psichiatrico, medico o da abuso di sostanze; l’insonnia può essere considerata secondaria quando altri disturbi risultano prominenti nel quadro clinico generale. Sintomi ansiosi e/o depressivi sono frequenti nei pazienti che soffrono d’insonnia e necessitano di una valutazione approfondita. L’ansia si può manifestare con eccitazione somatica o cognitiva che interferisce con il processo di addormentamento. La depressione può essere la causa dell’insonnia, ma l’insonnia può anche causare disturbi dell’umore, quindi è bene monitorare il tono dell’umore durante il trattamento.
Diverse sono le cause che si possono trovare alla base di questo disturbo. Generalmente come fattori precipitanti sono riconosciuti gli eventi stressanti, i problemi familiari, lavorativi o di salute, un’inadeguata igiene del sonno e i fattori ambientali. Alcuni fattori possono predisporre la persona a soffrire d’insonnia, ad esempio la familiarità per il sonno leggero o disturbato, uno stile cognitivo ipervigile, la tendenza a preoccuparsi per le proprie condizioni psicofisiche.
Infine, sono stati individuati alcuni fattori che tendono a mantenere il disturbo, quali i comportamenti disfunzionali che il soggetto mette in atto per compensare la perdita di sonno (ad es. sonnellini diurni) oppure le credenze negative (paura di non riuscire ad addormentarsi).
Se non trattata, l’insonnia può portare a conseguenze alquanto gravi. La sonnolenza diurna può causare incidenti, malumori, difficoltà sul lavoro e nel gestire le relazioni personali e affettive. Chi soffre di insonnia, può avere problemi sul lavoro, a scuola e in famiglia e può essere facilmente irritabile. Il trattamento più utilizzato per l’insonnia è quello farmacologico ma va considerato come una soluzione temporanea da utilizzare a breve termine. Il farmaco non può intervenire sulle cause all’origine dell’insonnia per cui è bene affiancare un trattamento di tipo psicoterapeutico. La Cognitive Behavioral Therapy for Insomnia è una forma di terapia cognitivo-comportamentale breve mirata alle difficoltà del sonno.
L’obiettivo primario di questo trattamento è di migliorare la qualità/quantità del sonno e le conseguenze diurne del disturbo. Un valido aiuto nel trattamento dell’insonnia possono essere le tecniche di rilassamento e la Mindfulness Based Stress Reduction, una pratica di meditazione terapeutica molto efficace nella riduzione dello stress.

Bibliografia:
Morin C.M., Espie C.A. Insonnia. Guida alla valutazione e all’intervento psicologico.
Ed. it. a cura di D. Coradeschi e C. Sica, Milano: McGraw-Hill. (2004).

 

di Luisa Buonocore

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